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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Giornalisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici

mikhail fridman

ULTIMI GIORNI PER LE CANDIDATURE AL PREMIO “GRANDE IPPOCRATE” NOVARTIS-UNAMSI

Al via la nuova edizione del premio Grande Ippocrate, riconoscimento rivolto al mondo della ricerca per individuare e valorizzare coloro che hanno saputo integrare nel modo più efficace l’impegno scientifico con la capacità di comunicare e divulgare i risultati del proprio lavoro.
Alla base dell’iniziativa, l’idea che ogni scoperta scientifica, ogni traguardo raggiunto dalla ricerca, possano e debbano essere conosciuti e compresi dal pubblico, grazie a un’informazione adeguata, nella forma e nel contenuto.
Lanciato da Novartis in collaborazione con l’Unione Nazionale Medico Scientifica d’Informazione (UNAMSI) e patrocinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e dalla Regione Liguria, il premio è giunto alla sua quarta edizione.
Anche quest’anno, per selezionare i candidati, la giuria, composta da esponenti del mondo accademico e da giornalisti scientifici, valuterà le segnalazioni che giungeranno attraverso i più diffusi social network (Facebook, Linkedin, Twitter) e all’indirizzo mail
info@grandeippocrateunamsi-novartis.com
entro il prossimo 3 luglio.

ZITTIAMO LE AGENZIE DI RATING, CREANO SOLO ALLARMISMO

LE STRANE ATTENZIONI ITALIANE DI S&P E MOODY’S

Da qualche settimana le agenzie di rating, in primo luogo S&P e Moody’s, si stanno dando un gran da fare nell’annunciare analisi, esami, controlli, previsioni e declassamenti per il debito sovrano italiano, le aziende a partecipazione pubblica nostrane, e ora anche Regioni e Comuni. Nessuno può contestare se a molti, noi compresi da assoluti sprovveduti della Finanza, sta venendo il sospetto che dietro questi allarmi ed annunci (a parte la reale gravità della situazione economica mondiale, europea e italiana) ci sia qualcosa di sospetto. Perché tanto accanimento? Chi è che vuole tentare di far cadere dalla torre il nostro Paese? S&P e Moody’s hanno la loro sede all’estero, sono privati, ma con la loro ingerenza stanno condizionando pesantemente i mercati. Se lo facesse un agente di Borsa o un promotore finanziario italiano probabilmente dopo cinque minuti si scatenerebbero sulle sue tracce Magistratura e Guardia di Finanza. Perché in questo caso non succede niente? Ed è proprio indispensabile stare ad ascoltare questi signori che non si sono accorti del caos mondiale che stava per avvenire nel 2009 e ora dettano legge? Sono domande a cui ci piacerebbe avere risposte da qualche esperto collega che si occupa di economia e magari anche da qualche esperto di diritto finanziario penale.

E’ MORTO LAMBERTO SECHI

Lamberto Sechi, l’ideatore di quel “Panorama” che dette una scossa rivoluzionaria al mondo editoriale italiano alla fine degli anni Sessanta, è morto a Cortina d’Ampezzo. Aveva 89 anni. Si era ritirato definitivamente dalla professione solo nel 1995, dopo aver ricoperto come ultimo incarico quello di direttore editoriale dei periodici Rizzoli.
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Era il 1984 quando Lamberto Sechi cedette alle insistenze del suo vecchio amico Giorgio Mondadori e decise di affrontare, a qualche anno dai successi di “Panorama” e nel mondo dei periodici, i marosi del quotidiano. L’occasione fu la nascita de “La Nuova Venezia”, cioè il completamento del progetto della Editoriale Quotidiani Veneti (società i cui principali azionisti erano proprio Giorgio Mondadori e Carlo Caracciolo), che già aveva dato vita a “Il mattino” di Padova e a “La Tribuna” di Treviso. Per Sechi era una sfida, che aveva accettato di affrontare anche perché gli avrebbe consentito di abitare a Venezia, una città che amava e dove aveva tantissimi amici.
Fu allora, nella primavera del 1984 che lo incontrai per la prima volta. Sarebbe stato il mio direttore in quella che anche per me era una scommessa: caporedattore delle tre testate, con ufficio esecutivo e tipografia a Padova e il direttore praticamente “piazzato” a Venezia. Ma lavorare con Sechi era davvero un’altra cosa, nonostante fosse un direttore molto esigente, anche nei più piccoli particolari. E molto severo. Una volta arrivò a licenziare un giovane redattore perché aveva sbagliato un orario nei tamburini dei cinema di Venezia e ci volle del bello e del buon per farlo ritornare sulla sua decisione. Furono inoltre parecchi i colleghi che sentirono sibilare i suoi richiami, anche sulle brevi di nera, perfino sulle pagine di cronaca delle province. E quanti articoli, specie delle pagine culturali, cui Sechi teneva moltissimo, ebbero bisogno delle seconde e terze versioni. Era dura. Ma tanti di noi, allora, arricchirono con lui, e non di poco, il loro bagaglio professionale.
La “Nuova Venezia” arrivò nelle edicole della laguna verso la fine di settembre del 1984. Un prodotto certamente nuovo nel panorama editoriale lagunare, che comunque non sfondò e non scalfì lo zoccolo duro dei lettori del “Gazzettino”. Molti piani degli editori dovettero essere rivisti. Sechi dopo poco più di un anno, considerò conclusa la sua esperienza e lasciò il suo ufficio veneziano. Pochi mesi dopo era di nuovo ai vertici Rizzoli a Milano.(g.pier)

Nella foto di Franco Tanel: Lamberto Sechi, a destra, con Piero Ottone e Gianfranco Pierucci, nella tipografia di Padova, la notte della stampa del primo numero de La Nuova Venezia, il 18 settembre del 1984.

Alla famiglia Sechi giungano le più profonde espressioni di cordoglio del Gruppo Cronisti Lombardi.

DARE AL PAZIENTE IN DIALISI IL DIRITTO DI SCEGLIERE

L’UTILIZZO DELLA TECNICA PERITONEALE POSSIBILE IN ALMENO IL 30 PER CENTO DEI CASI PUO’ FAVORIRE UNA MIGLIORE QUALITA’ DELLA VITA

La dialisi a casa propria può costituire una delle soluzioni meno traumatiche per i pazienti uremici in attesa o meno di trapianto. Significa, con la tecnica peritoneale, sottoporsi alla dialisi di notte, farla in maniera autonoma o con un minimo di assistenza familiare, avere una vita di relazione e sociale pressoché normale. Ma vuoi per scarsa informazione, sia dei pazienti sia dei medici di famiglia (e qualche volta purtroppo anche degli stessi specialisti dei centri di terapia), vuoi per scarsa attenzione degli amministratori della sanità pubblica, vuoi infine per le paradossali conseguenze dei tariffari (più una dialisi costa più è remunerativa per chi la offre), la dialisi peritoneale stenta a decollare in Italia. Finora solo il 10 per cento dei pazienti, degli oltre 45mila in dialisi, vi si sottopone. In alcune regioni è praticamente sconosciuta. Eppure questo numero potrebbe salire a percentuali ben più consistenti: fino addirittura al 40 per cento, tra l’altro consentendo un risparmio notevole sui costi sia diretti e indiretti, sia sociali. Sull’argomento dialisi peritoneale e quindi sulla concreta possibilità di “deospedalizzare” i pazienti si è svolto un interessante convegno a Ferrara, organizzato dal professor Luigi Catizone, direttore dell’Unità operativa di nefrologia dell’azienda ospedaliero universitaria di Ferrara, con la partecipazione di nefrologi, amministratori Asl e pazienti, provenienti da tutta Italia. In particolare dal Piemonte, dove è stata attivata una fase sperimentale di un progetto a vasto raggio per l’utilizzo sempre più ampio della dialisi peritoneale, e in Puglia, dove un progetto analogo è in fase avanzata di studio. Ha avuto ampio spazio nel convegno anche la voce dei pazienti attraverso la presidente della loro associazione, l’Aned, Anna Maria Bernasconi. Che ha sottolineato soprattutto la necessità di una maggiore informazione dei pazienti da parte di specialisti e medici di famiglia, per consentire loro di poter scegliere (quando oggettivamente possibile) il tipo di dialisi, in funzione proprio delle esigenze di ciascuno, garantendogli anche la possibilità di poter continuare a lavorare, cosa praticamente impossibile per gli emodializzati in ospedale.
PER I COLLEGHI CHE VOLESSERO APPROFONDIRE L’ARGOMENTO E’ A DISPOSIZIONE UNA CARTELLA STAMPA CON GLI ABSTRACT DEGLI INTERVENTI PIU’ SIGNIFICATIVI, DENSI DI CIFRE E DI RIFLESSIONI. BASTA FARNE RICHIESTA A:
redazione@piazzettavergani.org

HEDY LAMARR TRA CINEMA E SCIENZA

LE SETTE VITE DI UNA DIVA SCIENZIATA NEL NUOVO LIBRO DI EDOARDO SEGANTINI

L’Archivio Chiolini di Pavia, se ne parla con Socrate al Caffé

Domenica 12 giugno alle ore 11
alla Libreria Feltrinelli di Pavia
L’Archivio Chiolini Con Susanna Zatti
direttrice dei Musei Civici
“Socrate al Caffè per la cultura e la conversazione civile” annuncia un nuovo libro di fotografie inedite del grande fotografo

LA GUERRA DELLA VELOCITA’ DIGITALE

Incontro con Michele Mezza autore del libro
Sono le news, bellezza!Vincitori e vinti nella guerra della velocità digitale
Venerdì 10 giugno alle 18,30 – Libreria Claudiana -
Via Francesco Sforza 12/A – Milano
L’autore dialogherà con Guido Besana (giornalista Mediaset ed Fnsi)
Moderatore Andrea Leone – Nuova Informazione

Michele Mezza, giornalista Rai, insegna Teoria e tecnica dei nuovi media all’Università di Perugia. Ex inviato del Giornale radio in Urss e in Cina.
Nel 1998 ha elaborato e realizzato il progetto di RaiNews 24, il primo canale televisivo italiano all news

DO YOU LIKE ETHIOPIA?

BREVI APPUNTI DI VIAGGIO NELL’AFRICA CHE CAMBIA

Do you like Ethiopia? Ti piace l’Etiopia? Quando il mio occasionale vicino di sedile me lo ha chiesto in aereo rientrando da Gondar ad Addis Abeba, dopo quattro giorni di altopiani di terra rossa come il fuoco e piccoli quadrati di verde (il teff, il cereale tipico di queste parti ingrediente della enjeira il piatto nazionale) non ero ancora in grado di dare una risposta, ed ho nicchiato un po’. Qualche giorno più tardi, dopo una scapicollatata in 4×4 di oltre duemila chilometri in gran parte su sterrato e piste nella savana, nel Sud fino alla valle dell’Omo, gli avrei risposto, come sto rispondendo agli amici che me lo chiedono ora, che sì, l’Etiopia mi è piaciuta.


Più il Sud, Africa vera, con le acacie della savana, i dick-dick, i rapaci, i coccodrilli, gli ippopotami, le decine di etnie che incontri via via, chiuse senza tempo nelle loro tradizioni e nei loro villaggi, ma in via di contaminazione: dalla pepsi al cellulare, dal chupa-chupa alle tariffe per farsi fotografare (un birr a scatto per i bambini, due birr per gli adolescenti, tre birr per gli adulti). E i mercati. Affollati, multicolori, dove si arriva a piedi da chilometri e chilometri di distanza, quasi sempre sotto il sole, dove vige ancora il baratto, dove il burro viene venduto nei barattoli di latta svuotati dei cibi dell’UsAid, il miele ha ancora forti residui di cera e conserva un buon numero di api, dove la gallina si scambia con un paio di ciabatte ricavate dai copertoni dismessi, e una capretta con il teff o i pomodori. Ma si va comunque a scuola, anche se il numero di analfabeti resta altissimo, ad Arba Minch è sorta una grande università sempre più frequentata, si cominciano a vedere sempre più edifici di abitazione anche di grandi dimensioni.


Al Nord la presenza di un passato di regni potenti, fin dall’epoca più antica, la presenza più recente dell’Impero e l’influenza di Addis Abeba, si fanno sentire, se ne percepisce l’eredità. Le steli di Axum (compresa quella restituita dagli italiani), il castello di Gondar, le straordinarie chiese nella roccia di Lalibela ne sono la testimonianza insieme con le leggende sull’Arca dell’Alleanza.


Ma di strada anche il Nord ne deve fare ancora molta, non c’è grande differenza tra l’agricoltura del sud e quella del nord, si dissoda dovunque la terra con l’aratro a mano, nelle campagne si vive in tucul senza elettricità e l’acqua si va a raccoglierla al fiume o ai pozzi con le taniche gialle, anche i bambini con contenitori a loro misura, le nuove costruzioni non hanno il bagno, un sistema fognario non esiste neppure nella capitale, tutto finisce nelle fosse biologiche.

Un paese in cammino l’Etiopia, che sta facendo progressi importanti dopo gli anni oscurantisti della dittatura comunista di Menghistu (esule nababbo in Zimbabwe), che si sta guadagnando politicamente il ruolo di guida dell’Africa, che è alla ricerca disperata di fonti di energia per dare sviluppo alla propria incerta industria in avvio. Per raggiungere questo obiettivo ha progettato due grandi dighe, una sull’Omo a sud, una sul Nilo a nord ovest rischiando addirittura di compromettere i suoi rapporti con il Kenya e con il Sudan e l’Egitto. La prima è quasi completata e trova grandi oppositori nei popoli a sud verso il lago Rodolfo, dove le piene hanno garantito per secoli le fonti di sopravvivenza agricole e animali, la seconda, chiamata la diga della rinascenza, ha un costo proibitivo: per questo la televisione pubblica ne esalta continuamente con spot incalzanti l’importanza e la necessità. E il governo ha chiesto a tutti i dipendenti pubblici un mese di stipendio per poterla finanziare e a tutti contributi per l’acquisto obbligatorio di bond. Una scommessa per il governo, una follia per gran parte dell’opinione pubblica. Intanto si costruiscono, molto lentamente, altre infrastrutture. Una capillare rete telefonica, con ripetitori alimentati a energia solare. Strade con l’aiuto dei cinesi e degli indiani. Ospedali di distretto e di città(perché la sanità è un obbiettivo imprescindibile in un Paese dove l’Aids non trova barriere, e la malaria, la tubercolosi, la meningite, il tetano sono di casa), scuole. E’ un’Etiopia in cammino, il cammino della speranza.
Nelle foto, dall’alto in basso: una ragazza hamer; ragazze karo sul fiume Omo; famiglia al telaio in una capanna dorsi; le steli di Axum; la chiesa di San Giorgio a Lalibela; contadini alla semina.
Testo e foto: g. pier.

LE TV DELLA RIVOLUZIONE ARABA

Incontro mercoledì 8 giugno, ore 21 al Circolo della Stampa – Corso Venezia 48 – Milano

«Cambiamento» è lo slogan che attraversa il Medio Oriente dove 700 canali satellitari diffondono trasmissioni in lingua araba e scuotono quei popoli finora paralizzati fra l’ordine garantito dai regimi autoritari e la tentazione della guerra santa. Questo saggio è un’efficace e documentata panoramica non solo delle principali televisioni medio-orientali da Al-Jazeera, la madre di tutte le tivù, sino a Al-Arabiya, l’emittente saudita di Dubai, sua eterna rivale; da Al Aqsa, l’arma di Hamas, ovvero la tv dei cartoon kamikaze, sino a Al-Zawraa, il volto della resistenza irachena; dai reality coranici sino alla propaganda americana accesa da al-Hurra; ma anche dei suoi palinsesti, tg, editori-emiri, talk show, mezzibusti, soap opera.

Partecipano: Giovanni Negri, presidente dell’Associazione Lombarda Giornalisti, Martino Pillitteri, giornalista e vice presidente dell’Associazione Italo-Egiziana, Hamza Boccolini e Andrea Morigi, autori del volume Media e Oriente Storia e controcronaca delle televisioni islamiche dal pulpito di al-Jazeera alle notizie senza velo di al-Arabiya, dai cartoon kamikaze ai reality coranici, alla propaganda americana accesa da al-Hurra. Ovvero come i satelliti divennero scimitarre e le parabole scudi nell’ultima guerra santa dei palinsesti

MANTOVA CREATIVA TRA ARTE CULTURA E IMPRESA

dal 10 al 12 giugno

In 72 ore e 40 luoghi, Mantova Creativa, la prima vera occasione d’incontro fra arte, cultura e
impresa, fa spazio a 100 creativi e 60 eventi.
In questo modo la città sperimenta un progetto nuovo in grado di intersecare i diversi percorsi dei
creativi, creandone uno comune, con una contemporanea visione del fare. Creatività e ricerca
saranno perciò rappresentati durante una serie di eventi che diverranno anche occasione di
animazione del centro storico della città, con performance, spettacoli, aperture strordinarie,
esposizioni, incontri.
Fra luoghi pubblici e privati, Mantova Creativa mette in rete le realtà creative del territorio
favorendo le sinergie e le nuove opportunità, nel pieno rispetto – anzi nella valorizzazione – dello
spazio urbano che accoglie generoso la rassegna. Nomi, marchi, aziende hanno richiamo e
successo a livello nazionale e internazionale, facendo della creatività il loro strumento di lavoro
quotidiano, e ora dialogando con gli addetti ai lavori ma anche con il pubblico dei non-specialisti.
Esemplificativi sono il dibattito sul design, arte e comunicazione che vede tra i protagonisti Beppe
Finessi, Claudio La Viola, Marco Nereo Rotelli, Marco Ferreri, Marco Zito, Acrobatik, Monica
Bolzoni e la conferenza sul teatro, danza, musica e arte nella quale interverranno autori come
Gianfranco de Bosio, Giovanni Bonelli, Italo Scaietta, Stefano Giavazzi e Giovanni Pasetti.
Mantova Creativa si svilupperà secondo diverse tipologie di eventi:
OPEN STUDIO : studi aperti al pubblico di giovani professionisti creativi (architetti, designer e
artisti)
PERFORMANCE : opere e progetti di architetti, artisti e designer ospitati in eventi e mostre
temporanee, nelle vetrine e negli spazi pubblici della città.
CONVEGNI : incontri con esponenti della scena creativa internazionale (architetti, designer, artisti)
SPETTACOLI : rappresentazioni teatrali, danza contemporanea e musica leggera nel centro
storico.
SEMINARI AZIENDALI : progetti di imprese mantovane, presentati da relatori ed esperti.

www.mantovacreativa.it
info temporary point via Roma 8