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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Giornalisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici

mikhail fridman

FABIO LOVINO DAL 6 MAGGIO A “FORMA”

Una festa mobile ritratti di cinema, attori, amici

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Fabio Lovino inizia a fotografare per il mondo dello spettacolo fin dagli anni dell’Università, impegnandosi prima nel campo della pubblicità, poi dei ritratti di rockstar e musicisti jazz. Da allora (siamo negli anni ‘80) non si è fermato, realizzando i ritratti dei più importanti e rappresentativi interpreti del mondo del cinema, della cultura e della musica.
In mostra a Forma gli scatti dei protagonisti cinema italiano, i nuovi volti come Carolina Crescentini, Riccardo Scamarcio, Ambra Angiolini, Valeria Solarino e Claudio Santamaria e i talenti affermati come Nanni Moretti, Toni Servillo, Fillipo Timi e Valeria Golino. Il suo sguardo però è conosciuto non solo in Italia: Tilda Swinton, Daniel Auteuil, David Lynch e Benicio Del Toro sono solo alcuni dei nomi del panorama internazionale ad essere stati ritratti da Fabio Lovino.
Nella foto. Tilda Swinton allo specchio

DAL 6 MAGGIO AL 15 MAGGIO
FORMA- Piazza Tito Lucrezio Caro, Milano

COMPLETATI I VERTICI DEL GRUPPO CRONISTI LOMBARDI

MARCO BRANDO E GIANFRANCO PIERUCCI NOMINATI VICEPRESIDENTI. A PIERUCCI RICONFERMATO ANCHE L’INCARICO DI TESORIERE
La Giunta del Gruppo Cronisti Lombardi ha completato nella sua riunione di stamane nella sede dell’Associazione Lombarda Giornalisti l’organigramma di vertice. Accanto a Rosi Brandi, riconfermata presidente nella prima seduta di Giunta, sono stati nominati vicepresidenti Marco Brando e Gianfranco Pierucci. Quest’ultimo è stato anche riconfermato della carica di Tesoriere.
A Michele Crosti, che sarà affiancato da un gruppo di lavoro, è stata affidata la delega per le iniziative che dovranno celebrare i Cento anni di vita del Gruppo Cronisti a Milano, nel 2012.

IN TEATRO LA STORIA DI COSIMO CRISTINA, CRONISTA UCCISO A 25 ANNI PERCHE’ SCRIVEVA DI MAFIA

UN RECITAL IN MEMORIA DEI GIORNALISTI ITALIANI UCCISI
PER CELEBRARE LA GIORNATA MONDIALE DELL’INFORMAZIONE
IL 2 MAGGIO ALLE 21.00 ALLA BIBLIOTECA NAZIONALE DI ROMA
“LA STORIA DI COSIMO CRISTINA”

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Le vittime sono decine. L’ultima è Vittorio Arrigoni, ucciso a Gaza il 15 aprile. Tema:il rischio di fare informazione. Se ne parlerà a Roma, la sera del 2 maggio, alle 21:00,ricordando la memoria dei giornalisti uccisi in Italia da mafia e terrorismo, e di tutti quelli che hanno perso la vita all’estero sui fronti di guerra e di gravi conflitti, con un recital teatrale inedito: ”Uno scandalo italiano, storia di Cosimo Cristina, suicidato da Cosa Nostra”, scritto ed interpretato da Luciano Mirone. Gli attori Vittorio Viviani e Paola Minaccioni ricorderanno le altre vittime. Lo spettacolo a ingresso libero sarà ospitato presso la sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Castro Pretorio.
Cosimo Cristina aveva 25 anni, era corrispondente dell’Ora, raccontava i segreti della mafia. Fu assassinato a Termini Imerese nel 1960. Primo degli otto cronisti uccisi dalla criminalità organizzata in Sicilia nel Dopoguerra, non ha ancora avuto giustizia.
E’ una delle vittime più dimenticate. La sua storia è emblematica: ci porta a scoprire problemi che affliggono l’informazione ai nostri giorni. La serata e’ promossa da Ossigeno per l’Informazione, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Associazione Stampa Romana e Libera, con il sostegno di FNSI, OdG, Articolo21, UNCI, Associazione Giornalisti Europei, da Sud, Facoltà Lettere e Filosofia Università di Roma Tor Vergata, e varie associazioni.
Il recital apre il programma di celebrazioni del 3 Maggio, Giornata Mondiale
dell’Informazione decretata dall’ONU.
Per informazioni: ossigeno_2@odg.it www.ossigenoinformazione.it
Biblioteca nazionale centrale – Ufficio stampa e promozione culturale
Tel 06 4989339-344 fax 06 4457635
ufficiostampa@bnc.roma.sbn.it
www.bncrm.librari.beniculturali.it

A Genova la Giornata della Memoria dei cronisti uccisi

CERIMONIA IL 28 MAGGIO NELLA SEDE DELLA PROVINCIA DI GENOVA

L’Unci celebrerà il prossimo 28 maggio, a Genova, la Quarta Giornata della memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo nel dopoguerra in Italia per ricordare loro e anche tutti gli altri colleghi che alla libertà di stampa hanno sacrificato la vita nel resto del mondo e per essere vicini a quanti ancora oggi subiscono intimidazioni e minacce per assolvere al diritto-dovere di informare.
La manifestazione, organizzata dal Gruppo Cronisti Liguri, si svolgerà sabato 28 maggio, dalle 10,30 a Palazzo Doria Spinola, nella sala del Consiglio provinciale, in largo Eros Lanfranco 2.
Il programma prevede che, oltre agli interventi programmati delle autorità e dei rappresentanti degli enti del giornalismo, via sia uno spazio per le testimonianze dei familiari dei colleghi uccisi e per quelli che sono stati feriti.
La Giornata della memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo, che per la prima volta in assoluto ha ricordato in contemporanea tutte le vittime della violenza, è stata celebrata la prima volta a Roma nel 2008, l’anno successivo si è svolta a Napoli e nel 2010 a Milano. Il prossimo anno si terrà a Palermo.
La manifestazione di Genova sarà il segno tangibile che il ricordo di quanti si sono sacrificati non sbiadisce con il passare degli anni e che tutti gli organismi della categoria sono impegnati nel mantenere aperti i canali attraverso i quali la libertà di stampa fornisce ai cittadini in modo corretto, completo e tempestivo le informazioni indispensabili perché conoscano quanto avviene nel Paese e possano, quindi, assumere in modo consapevole le loro scelte. L’appuntamento di Genova servirà, naturalmente, anche ad esprimere solidarietà e vicinanza a tutti quei giornalisti, in ogni parte d’Italia, che subiscono intimidazioni, minacce ed anche attentati per assolvere al diritto-dovere di informare

A ROMA LA MOSTRA DEL WORLD PRESS PHOTO 11


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QUATTRO GIORNALISTI ITALIANI TRA I MARTIRI DEL MEMORIAL DI WASHINGTON

Da oggi ci sono quattro giornalisti italiani in più nella lista del Journalist Memorial del Newseum di Washington. Sono Cosimo Cristina, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato e Mauro Rostagno. Tutti cronisti che hanno perso la vita in Sicilia, uccisi dalla mafia per aver svolto il loro lavoro di denuncia e informazione sui crimini, i delitti e le collusioni delle cosche. La loro passione civile e l’amore per il proprio mestiere e per la verità li ha uniti in un destino comune: la morte prima, ora questo importante riconoscimento. I loro nomi sono stati aggiunti nella lista alla memoria dei giornalisti del museo di Washington insieme a quelli di altri 59 cronisti uccisi in vari paesi nel 2010 mentre svolgevano il loro lavoro di informatori dell’opinione pubblica. Oltre ai quattro italiani, sono stati aggiunti anche i nomi di altri 14 giornalisti che hanno perso la vita per ragioni legate al loro lavoro negli anni scorsi. Il Journalist Memorial del Newseum, inaugurato nel 2008, contiene adesso 2084 nomi di martiri dell’informazione. Il memoriale viene aggiornato ogni anno con i nomi dei giornalisti che hanno perso la vita nell’anno precedente. I loro nomi sono incisi sui pannelli di vetro verticali che costituiscono la struttura a due piani che li contiene. Adiacente al monumento campeggiano le fotografie di centinaia di giornalisti, e chioschi elettronici contenenti dati su ogni personaggio. L’aggiornamento della lista che includerà i nomi di Cristina, Spampinato, Impastato e Rostagno avverrà in una cerimonia ufficiale al Newseum il prossimo 16 maggio. La notizia dell’iscrizione di Rostagno nella prestigiosa lista è stata commentata con piacere da Chicca Roveri, per 17 anni compagna del giornalista e proprio ieri ascoltata in aula per il processo per l’omicidio del suo compagno, in corso a Trapani ad oltre 22 anni dal delitto. La Roveri ha parlato del lavoro di giornalista di Mauro, delle sue denunce contro la mafia, la droga, il malaffare: “Un giorno esordì in un editoriale in questo modo – ha ricordato –: qualche mio caro amico mi ha consigliato di abbassare i toni perché questo lavoro rischia di fare male alla Sicilia e alla comunità, io continuo a pensare e a dire che la migliore pubblicità che si può fare alla Sicilia è quella di affermare che la mafia va abbattuta”.
(da Informa)

LA TRAGICA FINE DI VITTORIO ARRIGONI UN CRONISTA CON LA “C” MAIUSCOLA


Vittorio Arrigoni, 36 anni, attivista dell’International solidarity movement e collaboratore del manifesto da Gaza, è stato barbaramente ucciso da una frangia estremista salafita dopo essere stato rapito e mostrato, bendato e visibilmente torturato, in un video ultimatum non rispettato.
Arrigoni era un volontario, una persona che ha sempre predicato la tolleranza e agito a favore della pace in un territorio che pace sembra non trovarne mai, dove un gioco più grande di lui lo ha tragicamente investito e travolto.
Ma Vittorio era anche un CRONISTA, tutto maiuscolo, che con il suo Blog da oggi per sempre muto, e attraverso il Manifesto aveva per primo fatto conoscere in dettaglio che cosa stava succedendo a Gaza con l’operazione israeliana Piombo Fuso.
Non ci interessa se fosse o meno in regola con il pagamernto delle quote dell’Ordine, se fosse un professionista, un pubblicista o un semplice “produttore di articoli”.
Era comunque un CRONISTA di oggi, attraverso i mezzi che le tecnologie ci hanno messo a disposizione.
Un’altra vittima da aggiungere al lungo elenco di CRONISTI, da Maria Grazia Cutuli a Raffaele Ciriello, da Ilaria Alpi a Guido Puletti, a Grazia Palo e a tutti gli altri, morti violentemente per mano di terroristi e criminali, che il 3 maggio l’Unione Nazionale Cronisti Italiani si appresta a ricordare nella Giornata Internazionale della Memoria.
Il suo motto è stato “RESTIAMO UMANI”. Un invito da non dimenticare mai.
Ci inchiniamo alla Sua memoria, rivolgendo le più sentite condoglianze alla famiglia a nome di tutto il Gruppo Cronisti Lombardi.

ROSI BRANDI CONFERMATA PRESIDENTE DEL GRUPPO CRONISTI LOMBARDI

Rosi Brandi (nella foto) è stata rieletta questa mattina presidente del Gruppo Cronisti Lombardi. A suo favore tutti gli otto voti validi. Una scheda bianca.
Laura Verlicchi è stata nominata presidente dei Sindaci.
La riconferma di Rosi Brandi è avvenuta la termine della prima riunione della Giunta risultata eletta nel marzo scorso. Dopo che il presidente onorario Annibale Carenzo aveva aperto i lavori, hanno preso la parola nell’ordine Rosi Brandi, Gianfranco Pierucci, Marco Brando, Alessandro Galimberti, Michele Crosti, Paola D’Amico, Mimmo Spina. Negli interventi è stato posto l’accento sulla necessità di un impegno sempre più incisivo del Gruppo per aumentarne la visibilità e la rappresentatività, soprattutto cercando di portare i giovani colleghi al Sindacato, in un momento di particolare difficoltà del mondo del lavoro giornalistico.
Si è svolta quindi la votazione a scrutinio segreto per l’elezione del presidente. Le altre cariche, vicepresidente e tesoriere e le eventuali deleghe, verranno assegnate nella prossima seduta della Giunta prevista agli inizi di maggio.

Alla collega Brandi i più vivi auguri di buon lavoro

IL PROCURATORE MINALE INSISTE CON I DIVIETI AL TRIBUNALE DI MILANO

NIENTE FOTOREPORTER E CINEOPERATORI PER BERLUSCONI IN AULA
Il copione si è ripetuto, come alla prima udienza del “caso Ruby”: a
cineoperatori e fotoreporter questa mattina nel Tribunale di Milano è
stato impedito di riprendere le immagini del processo Mediaset che vede
imputato per frode fiscale il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi. Il Procuratore generale Manlio Minale ha reiterato il
divieto di utilizzare in aula telecamere e macchine fotografiche
incurante delle proteste e degli appelli giunti nei giorni scorsi dal
mondo dell’informazione e senza alcuna disponibilità a trovare una
soluzione equa. I motivi di sicurezza addotti anche in questa occasione
(e confermati per tutte le prossime udienze) non possono più reggere: è
ormai palese invece che la decisione di oscurare l’informazione visiva a
Palazzo di Giustizia è legata alla presenza in aula di Silvio
Berlusconi.

Il Gruppo Cronisti Lombardi con l’Associazione Lombarda Giornalisti e
l’Unione Nazionale Cronisti Italiani condannano la compressione al
diritto di informare e di essere informati, stigmatizzano la mancanza di
disponibilità al dialogo da parte della Procura generale e confermano di
voler ricorrere contro il divieto nelle opportune sedi.

Quando non c’erano i gossip. L’ultimo libro di Emilio Pozzi

La presentazione martedì 12 aprile alle 17.30 nel chiostro del Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2, a un anno dalla scomparsa

Martedì 12 aprile alle 17.30 nel chiostro del Piccolo Teatro Grassi, via Rovello, 2 verrà presentato il libro Quando non c’erano i gossip di Emilio Pozzi, edizioni Greco & Greco. Si tratta dell’ultima opera cui l’autore, giornalista, dirigente Rai, saggista, docente universitario, ha lavorato fino al giorno prima di lasciarci, il 22 aprile dello scorso anno. Il libro, in due tomi, riporta, in ordine rigorosamente alfabetico, oltre duecento personaggi: schizzi in punta di penna, ora ironici, ora dolenti, che a volte rivelano aspetti inediti di protagonisti della cultura, dello spettacolo, o anche semplicemente della cronaca, incontrati da Pozzi nel corso delle sue molteplici attività professionali e ritratti ogni volta con simpatetica partecipazione.
Dopo il saluto di Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro, Luciana Invernizzi Pozzi introdurrà gli ospiti.
Luigi Pagano, provveditore agli istituti di pena lombardi, illustrerà un’attività, sconosciuta ai più, ma di forte valenza civile, che Emilio Pozzi ha svolto presso il carcere di San Vittore (giovanissimo partigiano, vi era stato incarcerato durante la Resistenza) ove, per oltre un decennio, si è recato settimanalmente per tenere con i carcerati un laboratorio di scrittura giornalistica, coinvolgendo spesso amici artisti ed intellettuali, che contribuivano a far entrare, anche fra quelle mura, gli echi del mondo esterno e della cultura. All’incontro parteciperanno alcuni detenuti, che hanno ottenuto dal magistrato di sorveglianza una speciale autorizzazione per testimoniare con la loro presenza l’affetto e la riconoscenza che li legava a Emilio.
Due uomini di teatro legati umanamente e professionalmente a Emilio Pozzi, Moni Ovadia e Umberto Ceriani, ambedue presenti nella galleria dei Gossip, leggono brani tratti dal libro.
L’ingresso è libero