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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Giornalisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici

SUCCESSO DEL CONCERTO PER I BAMBINI DI HAITI

Grande successo al Teatro alla Scala, con il concerto della Filarmonica diretta da  Alexander Lonquich, per la serata dedicata ai bambini di Haiti in occasione del decennale della Fondazione Francesca Rava -NPH Italia Onlus. Una nuova occasione per ricordare l’impegno della Fondazione nell’isola caraibica, soprattutto dopo il devastante terremoto del 12 gennaio (200 mila vittime, quasi un milione di feriti, milioni di senza tetto) e il suo impegno a fianco dell’organizzazione Nuestros Pequenos Hermanos guidata da padre Ricky Frechette che da venti anni ha una presenza radicata sul territorio. Come hanno ricordato Maria Vittoria Rava, giovane e dinamica presidente della Fondazione e padre Ricky, l’emergenza non è ancora finita, ma già si guarda al futuro e sono avviati 6 urgenti progetti di aiuto: la costruzione di un  nuovo orfanotrofio per 500 bambini; un nuovo centro per bambini disabili in sostituzione di quello crollato nel terremoto; il completamento della città dei mestieri, Francisville, con l’entrata in funzione del pastificio entro l’estate, la warehouse e la scuola professionale; una fabbrica delle protesi presso la casa dei piccoli angeli; lo sviluppo della neonatologia nell’ospedale Saint Damien (l’unico rimasto in funzione ad Haiti dopo il terremoto); la ricostruzione delle scuole di strada.

Milano, con il Sindaco Letizia Moratti e le sue strutture di protezione civile, è sempre stata vicinissima alla Fondazione ed anche ieri sera è stato nel cortile d’onore e nelle Sale di Palazzo Marino che si è svolto il Dinner Party seguito al concerto, con il quale sono stati raccolti ulteriori fondi per le attività ad Haiti.

Alla Scala era presente anche un gruppo di bambini dell’orfanotrofio di Haiti che con il sostegno di Danone e sotto la guida di Billy Costacurta (sua moglie Martina Colombari è una attivissima e apprezzata “volontaria” della Fondazione Rava) giocheranno una serie di incontri di calcio con coetanei italiani e saranno in Sudafrica per la finale dei Mondiali di calcio. Danone, tra l’altro, ha attivato quest’anno il progetto “Danone per Haiti”: per ogni confezione di yogurt venduta con questo marchio, la società donerà alla Fondazione Rava un piatto di riso per contribuire a nutrire milioni di bambini di Haiti.

Il Gruppo Cronisti Lombardi è particolarmente vicino alle iniziative della Fondazione Rava e ricorda quali sono le più semplici forme per aiutare la Fondazione:

fino al 30 maggio inviare un SMS solidale al numero 45502 per sostenere con Piccolo Fratello la ricostruzione delle scuole di strada.

Destinare il 5×1000 alla Fondazione Rava nella dichiarazione dei redditi, Codice Fiscale 97264070158.

Donare con carta di credito telefonando allo 0254122917 o sul sito www.nphitalia.org

 

Milano

PERCHE’ NON HO VOTATO PER L’ORDINE

Riceviamo e pubblichiamo:

Cari Colleghi di Piazzetta Vergani,

confesso a voi tutti che non ho votato. Proprio così, ho “tradito” l’Ordine e ho deciso di astenermi dal voto. Il perché è presto detto. Più che l’elezione di un gruppo dirigente di un Ordine Professionale che dovrebbe sovrintendere all’etica e alla disciplina dei propri iscritti, mi è sembrata una indegna corsa alle poltrone, corsa in cui l’interesse del Gruppo sembra soggiacere all’interesse della corrente o del singolo. Gli appelli che si sono susseguiti via mail mi hanno dato l’impressione di una piagnucolosa richiesta di elemosina. Qualcuno l’ha fatto in maniera meno pietosa, ma altri hanno davvero superato ogni limite. Sia ben chiaro, non metto in discussione la buona fede di alcuno, ma come dicevano i latini “est modus in rebus”. E in questa occasione il modus mi sembra sia spesso venuto meno. Così, considerando che in passato e tuttora ritengo che sulla legittimità costituzionale dell’Ordine (sulla scia di pensatori e giuristi quali Einaudi, Jemolo, Barile, laici e cattolici insieme) continuino a sussistere dei forti dubbi nonostante le sentenze della Consulta, ho preferito questa volta non recarmi alle urne. Per protestare anche sulle modalità di svolgimento della consultazione, che con i suoi lacci e lacciuoli burocratici, impedisce ad almeno il 50 per cento degli iscritti di poter votare solo per la dislocazione dei seggi, fornendo così alla fine un risultato che è ben difficile definire democratico.  Augurando in ogni caso agli eletti buon lavoro e auspicando una migliore tutela degli iscritti, una più severa conduzione degli esami e una riduzione del numero dei componenti del Consiglio Nazionale (numero semplicemente scandaloso per i costi e gli sprechi che comporta), vi saluto cordialmente

Lettera firmata

MARINO MARINI AL PIRELLONE

Vernissage Martedì 25 maggio ore 18.30

Grattacielo Pirelli –  Palazzo della Regione

Piazza Duca d’Aosta, 3 – Milano

La mostra è organizzata in collaborazione con

Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea, Milano

Catalogo a cura di Edizioni Graphis Arte, Livorno – Milano

 La mostra sarà aperta dal 26 maggio all’8 agosto 2010

Orari: martedì-venerdì 15-19, sabato e domenica 10-19 (lunedì chiuso)

Ingresso libero

Milano, Grattacielo Pirelli,  Via Fabio Filzi 22, Spazio eventi 1° piano

Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea
Via Senato 24   20121 Milano
Tel/Fax 02 780918

www.guastalla.com

info@guastalla.com

INTER CAMPIONE D’EUROPA

L’INTER, DOPO 45 ANNI, E’  TORNATO AI VERTICI DEL CALCIO DI CLUB EUROPEO.  Un successo meritato con due gol capolavoro di Milito nel tempio del Santiago Bernabeu, contro un Bayern mai domo. E un record assoluto, la tripletta campionato, coppa Italia, coppa Campioni. Merito di Mourinho, merito di Moratti, merito di una squadra che ha ritrovato negli ultini due anni quello spirito di squadra che era sempre sembrato mancare.

Chissà che cosa scriverebbe stasera Guido Vergani, uno dei tifosi neroazzurri che anche nei momenti più difficili ha saputo sostenere la sua squadra senza tentennamenti.

Dal Gruppo Cronisti Lombardi, che ha l’Inter tra i suoi fedeli sponsor del Premio Guido Vergani Cronista dell’anno, i più vivi complimenti per il prestigioso traguardo raggiunto stasera a Madrid.

INTERCETTAZIONI

Dai, nonno, raccontami la storia di quando esisteva il giornalismo.

JENA

(dalla Stampa di giovedì 20 maggio 2010)

DIFENDIAMO IL DIRITTO DI CRONACA

L’Unione Nazionale Cronisti Italiani comunica:

“Contro black-out per il ddl Alfano”

“L’Unione nazionale cronisti italiani, da sempre in prima linea nella lotta per la libertà di stampa e per il diritto/dovere di cronaca, rinnova gli appelli alla mobilitazione della categoria e si unisce alla campagna di dura reazione della FNSI contro la stretta liberticida in commissione giustizia al Senato sul ddl Alfano sulle intercettazioni. Se, come sembra, lunedì prossimo si completerà il disegno, con il carico da undici degli emendamenti persecutori, di abolire la cronaca giudiziaria e di inasprire pene e sanzioni a carico dei giornalisti, e se come sembra, l’aula del Senato varerà entro giugno il ddl, si scriverà una brutta pagina nella storia della democrazia e senza precedenti dai tempi del fascismo, provocando, con l’arma dell’intimidazione, il silenzio totale su fatti e misfatti della cronaca e della politica. Perché cancellare la cronaca significa impedire che malaffare e corruzione, ancora oggi purtroppo alla ribalta dei mass-media, non siano mai più smascherati agli occhi dell’opinione pubblica. Nel rilanciare gli impegni di azione sindacale fino all’indizione di uno sciopero generale, l’UNCI invita colleghi e sindacato a rendere la pariglia ai censori, e a tutti gli omertosi alleati di oggi e di ieri, con il contro black-out, documentando sì i fatti della politica, ma togliendo la vetrina dei mass-media ai potenti, alle loro facce e ai loro nomi”.

UCCISO IL THAILANDIA IL FOTOGRAFO FABIO POLENGHI

Il fotografo freelance milanese Fabio Polenghi, 45 anni, è rimasto ucciso questa mattina a Bangkok durante gli scontri seguiti alla offensiva governativa contro le camicie rosse che da giorni occupavano il centro della capitale.

(ANSA) – BANGKOK 19 MAG – Fabio Polenghi, il fotografo italiano ucciso a Bangkok, è stato colpito a circa un km dal centro dell’accampamento dei manifestanti. Trasportato da un gruppo di colleghi verso una motocicletta, Polenghi, che indossava il giubbotto antiproiettile e un casco, è stato portato di corsa verso il Police Hospital, dove e’ arrivato gia’ morto. Quando l’esercito ha sfondato la barricata, c’è stata una sparatoria, nella quale 5 persone sono state uccise, fra le quali il fotografo italiano.

MILANO – Fabio Polenghi viveva a  Milano ma si trovava nel sud est asiatico da circa tre mesi. Ultimamente, secondo alcuni  conoscenti, faceva spesso base a Delhi.    Polenghi lavorava dal 2004 come free lance, ed era molto conosciuto tra i suoi colleghi.  Ma aveva lavorato per importanti agenzie e testate, prime fra tutte Grazia Neri (dalla quale si era staccato prima del fallimento),  Vanity Fair, Vogue, Marie Claire, Elle e altre, come risulta da un suo curriculum postato su Internet. In 29 anni di lavoro aveva girato una settantina di diversi Paesi. “Realizzo servizi fotografici nei settori del reportage, ritratto, moda e pubblicitario”, dice di se stesso in  un blog, definendosi “occasionalmente Regista, con varie realizzazioni all’attivo, la più significativa tra le quali un documentario i 52′ Linea Cubana che racconta di un padre, campione olimpico di pugilato e di suo figlio, campione nazionale nella stessa disciplina,  realizzato a Cuba…”. Ha esposto alla Cité des Sciences et de l’Industrie ed alla Expo del libro di Parigi. (Scheda Ansa)

Alla famiglia di Fabio Polenghi giungano le più sentite consoglianze del Gruppo Cronisti Lombardi

SI E’ SPENTO A ROMA ALFREDO DEL LUCCHESE

Si è spento questa mattina a Roma Alfredo Del Lucchese già vicedirettore di Repubblica, per alcuni anni responsabile della redazione milanese del giornale fondato da Eugenio Scalfari. Aveva 66 anni.

Del Lucchese aveva iniziato la sua carriera giovanissimo a Livorno nella redazione locale della Nazione, come cronista di bianca; era poi passato al Tirreno-Telegrafo finché, arrivato alla carica di caporedattore, era passato alla Nuova Sardegna come vice direttore. Chiamato nell’ufficio centrale di Repubblica a Roma, aveva poi assunto la responsabilità della redazione milanese, fino a rientrare a Roma come vicedirettore. Lasciati gli incarichi redazionali e la professione attiva era divenuto consulente per i rapporti con la redazione.I funerali si svolgeranno a Roma.

Alla moglie Sandra, ai figli Matteo e Marco, alla famiglia tutta, e ai colleghi della redazione milanese di Repubblica giungano le più sentite condoglianze del Gruppo Cronisti Lombardi.

ALLA CONTESSA MARZOTTO PIACE L’UZBEKISTAN

La Contessa Marta Marzotto, dal 7 al 14 maggio, si è recata in Uzbekistan, invitata al festival Asrlar Sadosi, l’Eco dei Tempi,  che si è tenuto quest’anno a Khiva, una delle più antiche e straordinarie città del Paese. La Contessa ha approfittato dell’occasione per fare anche acquisti, tanto che all’arrivo al’aeroporto  di Malpensa erano cinque o sei  le megaborse con etichette VIP e Priority gonfie di merce (teli ricamati, abbigliamento tradizionale uzbeco pure riccamente ricamato, sciarpe di seta, ecc.) che sono passate indenni alla Dogana (per la verità assolutamente assente a quell’ora per la gioia anche degli altri passeggeri con tappeti e souvenir di vario genere). La Contessa, a Khiva, ha rilasciato anche una breve dichiarazione pubblicata il 14 maggio dal settimanale in lingua inglese “Uzbekistan Today” , in cui afferma tra l’altro: “Racconterò subito dell’Uzbekistan a tutti i miei amici  e mostrerò lavori di arte applicata che rappresentano eloquentemente la cultura del popolo uzbeko”.  C’è da credere che presto con la benedizione della Contessa costumi e oggetti dell’artigianato uzbeko diventeranno trendy e molto ricercati.

CELEBRATA A MILANO LA GIORNATA DELLA MEMORIA DEI GIORNALISTI UCCISI DALLE MAFIE E DAL TERRORIRSMO

Il tavolo dei relatori all'Auditorium Gaber

Non è stata soltanto la giornata della memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo quella celebrata nell’Auditorium del Palazzo della Regione Lombardia, ma anche l’occasione per uno sguardo al presente e al futuro dell’informazione e della professione del giornalista, proprio sulle orme del pensiero di Walter Tobagi, al centro dell’attenzione ricorrendo nei prossimi giorni il trentennale del suo assassinio a Milano. Lucida e accurata è stata l’analisi svolta, sul filo della memoria personale, da Giuseppe Baiocchi, uno degli amici più stretti di Tobagi, quello che l’accompagnò a casa anche la notte del 27 maggio 1980 il giorno prima dell’agguato mortale.

così come attento

Maristella e Benedetta Tobagi

Così come attento preciso è stato l’intervento di Benedetta, la figlia di Tobagi, dedicato a puntualizzare alcuni aspetti del suo pensiero, della svolta che ciò significò per il giornalismo e il sindacalismo milanese. Il presente e il futuro si sono poi legati alla memoria attraverso le testimonianze di Rosaria Capacchione, la giornalista del Mattino di Napoli minacciata più volte dal clan dei casalesi e di Lirio Abbate, oggi inviato dell’Espresso, preso di mira dalle cosche mafiose siciliane e calabresi, ma anche di quella di Sonia Alfano , oggi eurodeputato, figlia del cronista Beppe Alfano ucciso dalla mafia 17 anni fa. Due vite blindate, quelle di Capacchione e Abbate, che non impediscono a entrambi di svolgere il proprio lavoro di cronisti con attenzione e precisione, con curiosità e stupore, così come tutti i giornalisti, tutti i cronisti dovrebbero fare.

La cerimonia si è aperta con il saluto del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il quale ha  ricordato le figure dei giornalisti che hanno perso la vita per aver voluto informare la gente, raccontare la realtà, “spalancato le quinte del silenzio”.  “Al giornalismo- ha detto- spetta il grande compito di garantire che la gente sappia cosa accade nel mondo, che abbia gli elementi per giudicare, che possa pensare con la propria testa”.

Sono seguiti gli interventi di Rosi Brandi, presidente del Gruppo Cronisti Lombardi, e del presidente dell’Unione Nazionale Cronisti, il quale ha letto il lungo elenco di giornalisti e operatori morti nel dopoguerra, ricordando il significato di questa giornata. Nei loro interventi, e in quello conclusivo di Roberto Natale, presidente della Fnsi, particolare attenzione è stata dedicata alla legge in discussione al Senato sulle intercettazioni telefoniche, ricordata anche da Lirio Abbate. Una legge contro la quale i giornalisti tutti si batteranno se necessario anche con lo sciopero dell’informazione e con ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Giovanni Negri, presidente del’Associazione Lombarda dei Giornalisti, ha ricordato il suo legame personale con Tobagi e l’impegno per continuare nel sindacato la sua opera. Letizia Gonzales ha portato il saluto dell’Ordine Lombardo. Don Davide Milani, responsabile dell’Ufficio per le comunicazioni sociali dell’arcidiocesi,  quello dell’arcivescovo di Milano cardinale Dionigi Tettamanzi.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio letto dalla presidente Rosi Brandi ha sottolineato come la “significativa iniziativa costituisca un concreto esempio di trasmissione della memoria di giornalisti coraggiosi, impegnati nel garantire il diritto di informare e ad essre informati come presidio di libertà”. Un messaggio di saluto è stato inviato anche dal sindaco di Milano, Letizia Moratti.

"la cerimonia si è aperta"
Rosaria Capacchione e Lirio Abbate