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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Giornalisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici

LADRI IN CASA DI ROSARIA CAPACCHIONE

Napoli, 28 aprile 2010. Ladri in casa di Rosaria Capacchione, nell’abitazione casertana della giornalista del Mattino che vive sotto scorta a causa del suo impegno sul fronte anticamorra. I malviventi hanno fatto contemporaneamente irruzione nel corso della notte anche all’interno di altri due appartamenti dello stesso stabile, uno dei quali dell’ex assessore provinciale Franco Capobianco, e di altri due condomini di un’abitazione vicina, sempre nello stesso parco. «I ladri – dice la giornalista interpellata dall’Ansa – sono entrati dalla finestra della cucina e hanno preso una borsa che stava sul divano. Era però solo una trousse e infatti l’hanno buttata. Forse non hanno preso altro perché probabilmente sono stati disturbati nella loro azione dal fatto che mi sono svegliata anche se non per la loro presenza. Forse in quel momento erano ancora in casa. Poi, stamattina, sono stata svegliata da altri condomini che hanno visto la finestra aperta e mi hanno avvisata». Meno fortunate le altre vittime dei ladri che hanno portato via oggetti di valore, tra cui auto e telefonini. Ma la Capacchione attribuisce qualche significato particolare a questa irruzione nella sua abitazione? «Secondo me sono ladri e basta, anche perché hanno agito in tutto il parco».(ANSA).

INTERCETTAZIONI: I CRONISTI IN PRIMA FILA CONTRO I BAVAGLI

IL 28 ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA DALLA  FNSI DAVANTI AL SENATO
I cronisti italiani saranno in prima fila, mercoledì 28 aprile, alla manifestazione indetta dalla Federazione della Stampa davanti al Senato per contrastare i nuovi bavagli introdotti dagli emendamenti della maggioranza al ddl Alfano sulle intercettazioni.
Già nei giorni scorsi l’Unci, che parteciperà alla manifestazione con il proprio Consiglio nazionale, aveva sollecitato a Fnsi e Ordine la mobilitazione urgente dell’intera categoria poichè aveva avvertito che l’orientamento nella Commissione Giustizia di Palazzo Madama era quello di inasprire tutte le norme che riguardano la stampa.
I cronisti ribadiscono che il diritto di informare dei giornalisti coincide con il diritto di sapere dei cittadini. Pertanto è inaccettabile la volontà di impedire la pubblicazione del contenuto delle intercettazioni nel periodo che intercorre tra la misura cautelare e lo svolgimento del dibattimento, creando così un vuoto temporale incomprensibile e arbitrario. Del tutto inaccettabile è, anche, la fantasiosa previsione di condannare al carcere chi registra le proprie
conversazioni.
Gli emendamenti presentati confermano che il disegno del governo e della maggioranza è quello di espropriare i cittadini del diritto a loro riconosciuto dalla Costituzione ad avere una informazione corretta,completa e tempestiva; il disegno, cioè, di tenere l’opinione pubblica all’oscuro di quanto avviene.
Se il ddl Alfano diventasse legge, infatti, i cittadini non potrebbero più venire a conoscenza di fatti delittuosi gravissimi,  come ad esempio, le risate di due imprenditori alla notizia del terremoto dell’Aquila, il bacio in fronte del banchiere Fiorani a Fazio, la concussione di un giudice tributario e di un suo consulente per aggiustare una sentenza su controversie fiscali, le tangenti sulla Sanità in Puglia, le torbide vicende del campionato di calcio.

Intercettazioni: l’Unci chiama la categoria alla mobilitazione

Il diritto di informare dei giornalisti coincide con il diritto di sapere dei cittadini. Il Consiglio Nazionale dell’Unci, riunito a Viareggio il 16, 17 e 18 aprile, sollecita la Fnsi e l’Ordine dei giornalisti a mobilitare l’intera categoria per contrastare l’accelerazione che il Governo intende imprimere al disegno di legge liberticida sulle intercettazioni.

In particolare appare inaccettabile la prevista norma che impedirebbe la pubblicazione del contenuto delle intercettazioni nella pausa che intercorre tra la misura cautelare e lo svolgimento del dibattimento, creando così un vuoto temporale incomprensibile e arbitrario.

Il CN dell’Unci, nel ribadire come con tale normativa si attuerebbe una illegittima censura al diritto di cronaca a danno della pubblica opinione, rinviando sine die la pubblicità di atti già noti alle parti e non più segreti, ricorda che se questa norma fosse stata già vigente, avrebbe impedito ai cittadini di venire a conoscenza di fatti delittuosi gravissimi, ledendo il loro imprescindibile diritto ad essere informati. Solo a titolo di esempio l’Unci ricorda ancora una volta le vicende della Clinica Santa Rita di Milano, le risate di due imprenditori alla notizia del terremoto dell’Aquila, il bacio in fronte del banchiere Fiorani a Fazio, la concussione di un giudice tributario e di un suo consulente per aggiustare una sentenza su controversie fiscali, le tangenti sulla Sanità in Puglia, le torbide vicende del campionato di calcio. Il CN dell’Unci, nel confermare l’impegno per contrastare comunque l’uso improprio e inaccettabile di intercettazioni nelle quali non si possano rilevare interessi pubblici, rilancia la propria mobilitazione contro quelle parti della legge liberticide e antidemocratiche che il Governo e il ministro Alfano si ostinano a voler promulgare e in ogni caso si impegna fin da ora, se il disegno di legge dovesse essere approvato, apromuovere, d’intesa con le altre istituzioni del giornalismo, un’azione legale nei confronti del Governo italiano presso la Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.

VIAREGGIO CERCA ANCORA UN COLPEVOLE PER IL DISASTRO FERROVIARIO DI DIECI MESI FA

Sono trascorsi quasi 10 mesi dalla sera del 29 giugno 2009 quando un treno merci con i vagoni carichi di gas esplose nella stazione di Viareggio distruggendo un intero quartiere e causando la morte di 32 persone e il ferimento di altre decine. Sono trascorsi quasi dieci mesi, ma ancora nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Lucca, mentre procedono nei tempi “burocraticamente” corretti i lavori per la ricostruzione delle 70 case danneggiate, degli edifici pubblici ed è tornata in piena attività la Croce Verde che, in quell’occasione, non ebbe perdite umane ma vide distrutta sede e parco ambulanze.
E a Viareggio, in concomitanza con la cerimonia conclusiva del Premio Piero Passetti Cronista dell’Anno, l’Unione Nazionale Cronisti ha organizzato un convegno dal titolo “La strage dimenticata, il silenzio sugli innocenti”, nuovo luogo d’incontro tra gli Enti Locali, Comune di Viareggio e Provincia di Lucca, e i vari comitati sorti a seguito del disastro, per fare il punto sulla situazione e darsi una linea comune per l’immediato futuro. Erano stati invitati all’appuntamento anche la Procura di Lucca e il procuratore generale di Firenze, ma la prima ha declinato l’invito, il secondo ha dovuto rinunciare, essendo fuori sede venerdì, per cause di forza maggiore legate all’interruzione del traffico aereo sul nord Italia.
Tutti gli interventi hanno convenuto sulla correttezza delle procedure finora seguite dal commissario straordinario (il presidente della Regione Toscana) preposto alla ricostruzione, anche se non sono mancate considerazioni negative in merito alla tempistica dettata dalle norme; hanno concordato sulla necessità di un rapido finanziamento della ricostruzione, ma soprattutto sull’inspiegabile lentezza delle indagini. C’è stato chi ha fatto notare come per due recenti episodi (l’incidente mortale alla centrale Enel di Civitavecchia e il disastro ferroviario di Silandro) la magistratura dopo poche ore ha iscritto nel registro degli indagati complessivamente una quindicina di persone, e si è di conseguenza chiesto il perché ci sia ancora silenzio sulle possibili ed eventuali responsabilità del disastro del 29 giugno. Eppure è ormai certo – dagli incontri che i familiari delle vittime hanno avuto con tecnici preposti alla sicurezza ferroviaria – che quel disastro avrebbe potuto essere evitato e che quindi qualcuno, nell’iter delle procedure di prevenzione e sicurezza necessariamente registrate, non può che aver agito senza la necessaria diligenza.
Sia il Sindaco di Viareggio Lunardini, che il presidente della Provincia di Lucca, Baccelli, hanno fatto capire di aver esaurito ormai la loro pazienza, e che entro il 29 giugno vogliono avere delle risposte sul fronte delle indagini. Baccelli ha anche accennato a segnali recenti che farebbero pensare a una prossima svolta nelle indagini. Ma entrambi, confermando ai familiari e ai comitati l’ impegno accanto a loro nella ricerca della verità , hanno chiarito che la loro pressione si farà sempre più aggressiva e incalzante, fino anche a manifestazioni simboliche di grande impatto.
Particolarmente toccante l’intervento di Daniela Rombi, la mamma di una ragazza, Emanuela, morta a 21 anni dopo 42 giorni dal disastro per le gravi ustione riportate. Ha chiesto “giustizia” per sua figlia e per le altre vittime, ma soprattutto ha chiesto la verità sulle responsabilità del disastro per evitare che simili tragedie possano ripetersi in futuro stroncando tante vite, molte delle quali giovanissime. (gp)

CONSEGNATI I PREMI PASSETTI A VIAREGGIO

Nelle foto, dall’alto in basso, la consegna dei riconoscimenti ai cronisti lombardi segnalati nell’ambito del Premio Nazionale Piero Passetti Cronista dell’Anno, questa mattina a Viareggio: Giovanni Scarpa(targa del Comando Generale della Guardia di Finanza), Annibale Carenzo (Vita di Cronista), Raffaella Calandra (targa del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri), Andrea Galli, (targa del Presidente della Corte Costituzionale).

GIORNALISTI: il DISASTRO di VIAREGGIO AL CENTRO del PREMIO CRONISTA PIERO PASSETTI’

Viareggio, 12 aprile 2010. Dai disastri ferroviari, proprio come quello di Viareggio del giugno di un anno fa, alle bombe sulla striscia di Gaza, fino alle morti sul lavoro e alle difficoltà della ricostruzione dopo il terremoto dell’Aquila. Tutti temi legati dal filo rosso della cronaca e che saranno al centro delle manifestazioni per il Premio cronista “Piero Passetti” che si svolgeranno a Viareggio dal 16 al 18 aprile. Ma l’appuntamento, che per il sesto anno consecutivo si tiene nella città toscana, sarà ancora una volta l’occasione per discutere di censura e libertà di stampa. Organizzata dall’Unci, l’Unione nazionale cronisti italiani, l’iniziativa ruoterà attorno alla consegna dei riconoscimenti del Premio “Passetti”, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica. I riconoscimenti andranno a giornalisti e reporter che si sono occupati di vicende che hanno segnato quest’anno di cronaca. Un anno nel quale il disastro ferroviario di Viareggio, il più drammatico del dopoguerra, avrà uno spazio particolare con un convegno a quasi 12 mesi dall’incidente a cominciare da una mostra fotografica di immagini realizzate subito dopo l’incidente. E gli stessi premi “Cronista dell’anno”, sono comunque legati ai temi dal disastro alla stazione viareggina: a Carlo Bonini della Repubblica, autore di un’inchiesta sul mercato nero e il riciclaggio illegale delle carrozze ferroviarie destinate allo smantellamento, e Roberto Pozzan e Monica Giandotti di Rai2, per l’inchiesta sulle morti sul lavoro nel settore degli autotrasporti. Ma la tre giorni viareggina spazierà dalla cronaca locale a quella internazionale, dalla consegna del Premio Città di Viareggio al giornalista iraniano Ebrahim Nabavi, incarcerato due volte nel suo Paese e diventato uno dei punti di riferimento della libertà di espressione in Iran, al Premio Provincia di Lucca attribuito a Eva Nuti di SkyTg24 per i servizi sull’alluvione che ha devastato l’Oltreserchio lucchese, fino all’International Award Reporter of The Year, in collaborazione con la Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago, quest’anno al Financial Times, capofila di un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’Uomo per difendere il diritto dei giornalisti a non rivelare le fonti. Ospite dei cronisti a Vireggio proprio Vladimiro Zagrebelsky, giudice della Corte Europea dei diritti dell’Uomo che nel dicembre scorso, ha emesso una sentenza in favore del diritto dei giornalisti a tutelare le proprie fonti. (ANSA).

IL 3 MAGGIO GIORNATA DELLA MEMORIA A MILANO


La cerimonia si svolgerà nell’Auditorium Giorgio Gaber del Grattacielo Pirelli sede della Regione Lombardia. Tutti i colleghi e gli amici sono invitati. Nel corso della cerimonia verrà commemorato il 30° anniversario dell’assassinio di Walter Tobagi, presenti i familiari.

NUOVO COMANDANTE REGIONALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Il generale di divisione Renato Maria Russo, 54 anni, è il nuovo comandante regionale della Guardia di Finanza. E’ subentrato al generale Mario Forchetti che dopo cinque anni lascia l’incarico e le Fiamme Gialle per assumere un incarico nell’Aise, l’agenzia informazioni e sicurezza esterna.
Il Gruppo Cronisti Lombardi, nel rivolgere un cordiale benvenuto e gli auguri di buon lavoro al generale Russo, desidera allo stesso tempo rivolgere un altrettanto cordiale saluto al generale Mario Forchetti, che in ogni occasione, e soprattutto nei momenti in cui i rapporti tra cronisti e Guardia di Finanza, hanno dato luogo a incomprensioni e disguidi, si è sempre dimostrato disponibile e aperto nella ricerca di una soluzione, nel rispetto delle reciproche funzioni.
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Nella foto: il gen. Forchetti.