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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Giornalisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici

PEC OBBLIGATORIA PER TUTTI I GIORNALISTI DAL 29 NOVEMBRE

Inviato da: “senzabavaglio@senzabavaglio.info” senzabavaglio@senzabavaglio.info

Forse non tutti sanno che fra pochi giorni scade il termine per attivare unapropria casella di posta elettronica certificata. E’ obbligatorio per tutti gli iscritti agli Ordini e quindi per tutti i giornalisti, professionisti o pubblicisti, contrattualizzati o freelance.
La legge (D.L. 185/2008), prevede infatti che:
A. Gli iscritti ad albi o elenchi professionali sono tenuti, entro il 29 Novembre 2009, ad attivare una casella PEC (Posta Elettronica Certificata) e a comunicare tale indirizzo al proprio Ordine.
B. Gli Ordini hanno a loro volta il compito di raccogliere tali indirizzi in un elenco consultabile on-line da chiunque (NB: Solo le Pubbliche amministrazioni possono avere copie integrali degli elenchi).
Quindi gli Ordini e/o le Pubbliche amministrazioni non sono tenuti a fornire le caselle PEC, ma possono decidere di farlo a loro discrezione. E’ invece il giornalista ad avere due obblighi:
1) dotarsi di PEC entro il 29 novembre.
2) comunicarla al proprio Ordine.

Il seguente link sul sito dell’Ordine Nazionale riporta la legge:

http://www.odg.it/site/?q=content/ordini-professionali-e-giornalisti-elenchi

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Cosa fare per avere una PEC
LA PEC può essere rilasciata esclusivamente da uno dei gestori attualmente accreditati dal CNIPA, la cui lista è pubblicata sul sito CNIPA al seguente link:

http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit%C3%A0/Posta_Elettronica_Certifica

ta__%28PEC%29/Elenco_pubblico_dei_gestori/A.
Quanto costa la PEC
Attualmente i gestori forniscono la casella PEC a fronte di un canone annuo. Data la fortissima concorrenza tra gestori i prezzi sono in continua discesa.
Diversi Ordini hanno stipulato convenzioni con i gestori: quindi la prima cosa da fare è contattare il proprio Ordine per verificare l’esistenza di tali convenzioni.
L’Ordine della Lombardia, per esempio, la fornisce gratuitamente per il primo anno solo ai giornalisti freelance iscritti in Lombardia, troverete informazioni sul sito www.giornalistilombardia.it
Nel caso si acquisti la PEC direttamente da un gestore è opportuno prestare molta attenzione ai seguenti punti:
- Verificare che il gestore faccia parte della lista del CNIPA:
- Molti gestori propongono un prezzo molto basso (o gratis) per il primo anno, incrementandolo dal secondo anno: verificare quindi il costo globale su almeno 2 anni;
- Verificare lo spazio messo a disposizione della casella
- Verificare eventuali costi di disdetta anticipata.

IL GRUPPO CRONISTI LOMBARDI ALLA COLLEZIONE CARIPLO

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Un primo gruppo di giornalisti, venticinque in tutto a causa di assenze giustificate dell’ultimo momento, ha partecipato questa mattina, lunedì 16 novembre, a una visita guidata alla collezione d’arte della sede della Fondazione Cariplo in via Manin 23, organizzata dal Gruppo Cronisti Lombardi. Si è trattato di un breve, ma interessante percorso, nelle sale e nei corridoi di Palazzo Melzi d’Eril (di per se stesso un’opera da vedere). Una quarantina in tutto i quadri godibili, tutti datati tra il 1700 e i primi del Novecento, di autori come Giovanni Battista Tiepolo, Segantini, Gola, gli Induno, Bisi, Morbelli, Sartorio, Ferrari… Solo un piccolo assaggio degli ottocento dipinti di proprietà della Fondazione, la maggior parte dei quali “costretti” a restare sconosciuti non disponendo l’istituzione – come ha sottolineato il presidente avvocato Guzzetti durante l’incontro con i partecipanti in Sala Tiepolo -di uno spazio espositivo proprio ed essendo finora andati a monte i vari tentativi per trovarne uno in accordo con altri Enti ed Istituzioni. Ma non è detto che prima o poi questo spazio si trovi, magari al Castello Sforzesco o a Palazzo Reale, due edifici monumentali per il cui restauro la Fondazione ha dato in questi ultimi anni un contributo “molto significativo”. L’incontro con l’avvocato Guzzetti è anche servito a illustrare gli aspetti salienti dell’attività filantropica della Fondazione e a chiarire aspetti tecnici legati più strettamente al suo patrimonio. Al termine Gianfranco Pierucci, vicepresidente del Gruppo Cronisti Lombardi, ha espresso il ringraziamento all’avv. Guzzetti e al dott. Dario Bolis, responsabile della Comunicazione, per questa prima visita, cui ne seguiranno almeno altre due, in dicembre e gennaio.
Nelle foto: due momenti dell’incontro in Sala Tiepolo, tra l’avv. Guzzetti e i partecipanti alla visita del Gruppo Cronisti Lombardi

PREMIATI I VINCITORI DEL “GUIDO VERGANI” A MILANO

La cerimonia al Circolo della Stampa di Milano
GISELLA RONCORONI (La Provincia di Como) e ALESSIO LASTA (Telelombardia)
HANNO RICEVUTO IL PREMIO GUIDO VERGANI 2009 – CRONISTA DELL’ANNO

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Il gruppo dei premiati con al centro il presidente della Giuria Ferruccio de Bortoli. Con i vincitori anche il presidente e i membri della giunta del Gruppo Cronisti Lombardi e il presidente dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani Guido Columba (il primo da sinistra in seconda fila). Foto Marco Lussoso/Newpress (vedi anche Album Fotografico in Contributi, a lato)
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Si è svolta sabato 7 novembre al Circolo della Stampa la premiazione dei vincitori del Premio Guido Vergani 2009, Cronista dell’anno. Alla cerimonia erano presenti il presidente della Provincia Guido Podestà, l’assessore alle attività del Comune di Milano Giovanni Terzi, anche in rappresentanza del Sindaco Letizia Moratti, il responsabile delle relazioni internazionali della Regione Lombardia Robi Ronza, anche in rappresentanza del Governatore Formigoni, il colonnello Riccardo Rapanottti comandante del Nucleo di Polizia Tributaria di Milano anche in rappresentanza del generale Forchetti, il colonnello Fabiano Salticchioli, comandante del Gruppo Carabinieri di Milano anche in rappresentanza del generale Scurtasone, il dott. Volfango Portaluppi Responsabile Corporate Identity del Gruppo Banco Popolare e della Banca Popolare di Lodi, il dott Mario Barone responsabile della Comunicazione della Camera di Commercio di Milano, il dott. Alfredo Lomi, responsabile della Comunicazione di Enel Lombardia, la dottoressa Angela Bianchi responsabile Comunicazione della Novartis, Massimo Librandi, presidente della TCI Led Professional Applications di Saronno.
Erano poi presenti il presidente della Giuria del Vergani, Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, il presidente nazionale dell’Unci Guido Columba, il presidente dell’Ordine Giornalisti della Lombardia Letizia Gonzales, il presidente della Associazione Lombarda Giornalisti Giovanni Negri, nonché, a fare gli onori di casa, il presidente onorario del Gruppo Cronisti Lombardi Annibale Carenzo, la presidente Rosi Brandi, il vice presidente Gianfranco Pierucci, i membri di Giunta Paola Blandi, Alessandro Galimberti, Mimmo Spina e Michele Crosti della Giunta nazionale Unci.
Ricordiamo i vincitori
Per la carta stampata
Primo premio (2000 euro e targa della Banca Popolare di Lodi) : Gisella Roncoroni, de La Provincia di Como, per i servizi sullo scandalo dei rimborsi d’oro alla Amministrazione Provinciale di Como.
Secondo premio (1000 euro e targa Ordine dei Giornalisti Lombardia): Marco Ratti del mensile Club 3 per il servizio inchiesta “AAA affittasi a malati” sulla speculazione nei confronti dei parenti dei ricoverati all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in cerca di alloggi temporanei.
Terzo premio (500 euro e targa Comune di Milano): Andrea Galli del Corriere della Sera per il servizio “Rapine scippi e videopoker I ragazzi bruciati d’Ucraina e le mamme lontane” sui figli in patria delle badanti ucraine a Milano.
Segnalazione (targa del Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza): Massimiliano Chiavarone per gli articoli sul settimanale Visto e sul quotidiano Libero sulle bande giovanili latino americane a Milano
Segnalazione (targa Gruppo Cronisti Lombardi) Sandro De Riccardis di Repubblica per l’inchiesta “Io cavia nel call center a 4 euro l’ora” sul lavoro precario in un call center di Assago
Premio speciale “Sulla strada” (targa Fondazione Cariplo) a Giovanni Scarpa de La Provincia Pavese per l’inchiesta sui disservizi delle linee ferroviarie sulla tratta Pavia-Cremona- Mantova utilizzata quotidianamente da centinaia di pendolari.

Per la Radio, Tv e Web
Primo Premio (2000 euro e medaglia d’oro Camera di Commercio Milano): Alessio Lasta di Tele Lombardia per il servizio “Parking Here” sui lavori infiniti e i danni ell’economia di quartiere provocati dai ritardi nella costruzione dei parcheggi sotterranei a Milano
Secondo premio (1000 euro e targa Unione Nazionale Cronisti Italiani): Claudio Moschin per il servizio “Evadere con la lettura”, trasmesso dalla Radio Televisione della Svizzera Italiana, dedicato all’attività della Biblioteca del carcere di Bollate
Terzo Premio (500 euro e targa Comando Carabinieri Lombardia): Elisabetta Reguitti di quiBrescia.it per l’inchiesta “I cinque bambini fantasma di Chiari” sulle loro difficolta di inserimento, pur essendo sinti italiani, nel tessuto sociale della cittadina bresciana.
Segnalazione (targa Gruppo Cronisti Lombardi e targa Novartis): Annalisa Corti e Paolo Andriolo di Telelombardia per il servizio “Caorso Warning Zone” sulla ex centrale nucleare di Caorso e sul trasferimento delle barre radioattive in Francia, per lo smaltimento.
Segnalazione (targa della Giunta Regionale Lombarda) a Raffaella Calandra di Radio 24 per il servizio “Milano-San Luca: le strade dei soldi della ‘drangheta” sulle infiltrazioni mafiose a Milano e Provincia.
La Giuria ha poi deciso di assegnare due Premi Speciali.
Alla Redazione della Cronaca di Milano di CronacaQui per la puntigliosa attività di denuncia dei piccoli problemi quotidiani e del degrado dei quartieri di Milano (targa dell’Unione Province Lombarde) e al mensile Mag, allegato del quotidiano La Provincia di Como, quale originale iniziativa editoriale territoriale (Targa dell’Associazione Lombarda Giornalisti)

I premi “Vita di Cronista” sono stati assegnati, dalla Giunta del Gruppo Cronisti Lombardi, a Roberto Costa, già caporedattore della sede Rai di Milano, e a Paolo Chiarelli, del Corriere della Sera.

Un premio speciale dell Unci è andato a Renzo Magosso di Gente.

LE MOTIVAZIONI DEI “PREMI VERGANI 2009″

Premi Speciali
Targa dell’Associazione Lombarda Giornalisti) al mensile Mag, allegato del quotidiano La Provincia di Como

C’è un tempo per la cronaca e uno, più lento e fluido, per il racconto. C’è la metrica del fatto e quella, più rotonda ma non meno incisiva, più leggera ma non meno precisa, dell’approfondimento e del ricordo.
A “La Provincia di Como” provano a raccontare la storia e le meraviglie di un territorio, la saggezza e la imprenditorialità della sua gente, le perle ancora nascoste di un lago oggi così famoso, liberando le penne del quotidiano, senza mai rinunciare però al rigore.
La redazione lo sta facendo su un mezzo inedito, un mensile patinato e illustrato, sfidando i pregiudizi e le difficoltà di fare in grande cose piccole quanto preziose. Il risultato sono i primi 13 numeri di un periodico che può tracciare il futuro per la stampa dei campanili.

Targa dell’Unione Province Lombarde, alla Redazione della Cronaca di Milano di CronacaQui

Quando il cittadino è il vero datore di lavoro del giornalista. Quando la cronaca “sulla strada” diventa il motore della vita di un quartiere, di una metropoli. Quando i problemi si denunciano e, dopo averli sviscerati, spesso si risolvono. E’ il caso della redazione milanese di CronacaQui, i cui cronisti non amano la scrivania ma il contatto con la gente comune. Che può diventare a sua volta cronista, dato che il giornale offre a tutti l’opportunità di fregiarsi del titolo di “Citizen Reporter”: l’importante è essere bravi a fiutare le notizie. La forza comunicativa degli articoli è di sprone ad abbandonare un giornalismo paludato e timoroso delle istituzioni, mentre il loro contenuto traccia la strada verso una informazione più semplice e diretta ma sempre rispettosa dell’individuo e della verità dei fatti.

SEZIONE RADIO, TV E WEB

Segnalazione (targa Gruppo Cronisti Lombardi): Annalisa Corti e Paolo Andriolo di Telelombardia per il servizio “Caorso Warning Zone”

Fu costruita negli anni Settanta senza spargere allarme tra i cittadini di Caorso, i quali si erano convinti che quel monumentale edificio al confine tra Lombardia ed Emilia Romagna fosse una fabbrica di biscotti.
Invece era una centrale nucleare. Ma ebbe poca vita: fu chiusa nel 1986 e mai più riavviata in seguito al referendum del 1987 con cui l’Italia mise al bando i neutroni.
Annalisa Corti e Paolo Andriolo raccontano in un lungo reportage la storia della sua lenta agonia: a distanza di oltre vent’anni la dismissione dell’impianto non si è ancora conclusa e ora paradossalmente coincide con un dibattito politico orientato a ridiscutere lo slogan “No Nukes” per pianificare nuove fonti di energia pulita.
Intanto a Caorso il materiale radioattivo viene portato fuori dalla centrale in giorni stabiliti affinché venga smaltito all’estero. Mentre i camion passano le strade si svuotano e la gente li osserva da lontano, sempre con il timore che accada qualcosa. Amarcord, dettagli tecnici, scene di vita quotidiana dentro e fuori la centrale: un affascinante viaggio nei segreti di un gigante disarmato, che potrebbe svegliarsi da un momento all’altro.

Segnalazione (targa della Giunta Regionale Lombarda) a Raffaella Calandra di Radio 24 per il servizio “Milano-San Luca: le strade dei soldi della ‘drangheta”

La capitale degli affari soffre di un’infezione sottotraccia che molti si ostinano a non vedere. La malavita organizzata che negli anni ’60 sembrava assestata nei quartieri periferici e poveri, oggi si è radicata nei gangli sociali ed economici, sotto la bandiera vincente e silenziosa della ‘ndrangheta.
Raffaella Calandra ricostruisce la geografia delle cosche alla vigilia dell’esplosione del business collegato, ma non solo, a Expo 2015. Segnali inquietanti che rischiano di passare inosservati, quando non ignorati
dalle stesse autorità. Per scoprire, un giorno, che Milano è diversa da quella città che abbiamo sempre creduto e ammirato.

Terzo Premio (500 euro e targa Comando Carabinieri Lombardia): Elisabetta Reguitti di quiBrescia.it

Il web non è solo un calderone straboccante di informazioni superficiali e senza controllo ma può essere anche un luogo protetto dove si può dare prova di buon giornalismo. L’inchiesta-denuncia di Elisabetta Reguitti racconta il dramma di cinque bambini che hanno la colpa di essere nomadi nati in Italia e ai quali il sindaco di Chiari, in provincia di Brescia, nega la residenza benché vadano tutti regolarmente a scuola.
Pubblicata sul giornale telematico, questa storia apre un immediato dibattito non solo tra le istituzioni locali ma anche tra i cittadini che hanno la possibilità di intervenire con i loro commenti. Sarebbe stato facile assecondare la deriva colpevolista che solitamente caratterizza il dibattito sui nomadi oppure galleggiare sulla superficie della notizia: invece la giornalista ha preso a cuore la sorte dei cinque piccoli “fantasmi” raccontando in più puntate come vivono e come per la loro giovane età sarebbe giusto che vivessero.
Ha scritto sul web che negare loro la residenza è una discriminazione, anche a costo di essere impopolare.

Secondo premio (1000 euro e targa Unione Nazionale Cronisti Italiani): Claudio Moschin per il servizio “Evadere con la lettura”, trasmesso dalla Radio Televisione della Svizzera Italiana

“Papillon” e “Il Conte di Montecristo”: sono i libri preferiti dai detenuti del carcere di Bollate e questo forse non è una novità, visto che in entrambi i romanzi si racconta di rocambolesche evasioni. La vera sorpresa è che agli uomini confinati dietro le sbarre piace tanto la poesia. Si divertono a leggere i versi ad alta voce, recitandoli con impegno nonostante le difficoltà di pronuncia in italiano.
La telecamera di Claudio Moschin entra nella ricca biblioteca (sedicimila volumi) di uno degli istituti di pena più all’avanguardia in Italia e d’un tratto si dimentica che tra gli attori potrebbero esserci ladri, spacciatori, assassini.
Si scopre così l’altra faccia di chi si è macchiato di crimini, anche se il servizio giornalistico non indugia sul contrasto tra “cattivi” e letteratura bensì fa emergere la bontà di un progetto culturale che unisce il mondo dei liberi e quello senza libertà: sono frequenti le donazioni di volumi alla biblioteca del carcere e altrettanto le visite dei suoi ospiti. Per chi sta dietro le sbarre il libro diventa l’occasione di evadere.
E, per chi sta fuori, l’occasione di riflettere: spesso chi ha sbagliato non rimane cattivo a vita.

Primo Premio (2000 euro e medaglia d’oro Camera di Commercio Milano): Alessio Lasta di Tele Lombardia per il servizio “Parking Here”

Parlare dei parcheggi o dei lavori in corso a Milano può suscitare due reazioni. Indifferenza, perché tanto ai disagi siamo abituati. Oppure indignazione, perché non è giusto abituarsi ai disagi se questi ultimi possono
essere evitati. Alessio Lasta ha trovato la giusta intonazione, con determinazione investigativa ed evitando la retorica della denuncia da giornalista “sul fronte”, per affrontare due casi emblematici: il cantieri per la
costruzione del parcheggio di piazza 25 Aprile e quello della darsena.
Parlano cittadini, commercianti, costruttori, amministratori e sono anche ipotizzate singolari spiegazioni
sul perché i lavori vanno a rilento: ad esempio, la collocazione dei tabelloni pubblicitari intorno ai cantieri, tanto più efficaci quanto è prolungata la loro esposizione. Immagini fuori dai soliti schemi, testimonianze di
istituzioni e gente comune, racconto preciso e circostanziato e ritmo serrato, fanno di questa inchiesta un modello da seguire per l’informazione locale televisiva

SEZIONE CARTA STAMPATA

Segnalazione (targa del Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza): Massimiliano Chiavarone per i servizi su Libero e Visto sulle bande di giovani latino americani a Milano

Riti di sangue, Bibbia, Hip Hop: a Milano accadono storie di un altro mondo, dove spietate gang diventano la “famiglia” di giovani latino-americani sradicati dai loro Paesi d’origine. Talvolta sono vere e proprie germinazioni in terra meneghina di organizzazioni criminali. Sotto la lente d’ingrandimento di Massimiliano Chiavarone la guerra metropolitana con coltelli e spranghe svela la sua vera identità e assume il nome di Latin Kings, Ms 13, Comando, 18.
La testimonianza di un ragazzo ecuadoriano ucciso perché, uscito dal carcere, voleva salvare i minorenni lasciati allo sbando, dimostra la spietatezza di alcune gang. Ma anche l’esistenza di gruppi giovanili dal volto buono: tra gli ex fuorilegge sudamericani c’è chi si impegna a promuovere progetti di natura sociale e culturale.
Con la sua inchiesta il giornalista si è immerso in una realtà non facile, disagiata, riuscendo a conquistare la fiducia dei suoi interlocutori e facendo emergere quello che di solito non finisce sulle prime pagine dei giornali a meno che non venga versato del sangue.

Segnalazione (targa Gruppo Cronisti Lombardi) Sandro De Riccardis di Repubblica per l’inchiesta “Io cavia nel call center a 4 euro l’ora”

Una settimana da impiegato in un call center per raccontare dall’interno le aspettative, le storie, le ambizioni e i fallimenti della generazione cresciuta nel “mito” (propinatole da economisti e politici) del precariato. Contratti, quando esistono, ingannevoli, salari da schiavi moderni, riduzione della persona a
mero strumento di profitto.
L’inchiesta di Sandro de Riccardis, puntuale cronaca del mondo dell’impiego giovanile a Milano, farà scattare l’indagine dell’Ispettorato del lavoro e quella del Garante della privacy.

Premio speciale “Sulla strada” (targa Fondazione Cariplo) a Giovanni Scarpa de La Provincia Pavese

«Scritte sui muri, posti a sedere sudici, rifiuti sparsi. Ci vuole un bello stomaco ad entrare….».
Invece il giornalista ha avuto lo stomaco di entrare. Dove? Nelle sale d’aspetto delle stazioni ferroviarie sulla linea Pavia-Codogno-Cremona-Mantova, frequentate ogni giorno da migliaia di pendolari eppure
lasciate in balìa dei vandali e dell’incuria. E se c’è la grande nevicata bisogna ringraziare il barista generoso,altrimenti la coltre di ghiaccio rischia di durare fino all’estate.
Il viaggio di Giovanni Scarpa attraverso le stazioni rende giustizia ai piccoli grandi disagi del cittadino, ai quali quasi non si bada più per abitudine, trattandoli con lo stesso rispetto e accuratezza di un grande
evento. E’ l’inno a un giornalismo di servizio, senza fronzoli eppure utile: uno stimolo per non perdere mai di vista le notizie che riguardano la vita della gente comune.

Terzo premio (500 euro e targa Comune di Milano): Andrea Galli del Corriere della Sera

«Siamo vacche da mungere». Le parole di Tamara dipingono il lato oscuro dell’esercito delle badanti ucraine a Milano. Mentre loro, qui, si immolano per non far esplodere la bomba sociale degli anziani non autosufficienti, a migliaia di chilometri le famiglie alimentate da tanto sacrificio si sfasciano:
mariti alcolizzati, figli abbandonati al vizio precoce e alla criminalità da strada.
Andrea Galli ha superato gli stereotipi e le frasi fatte, andando di persona a scoprire L’Viv, il villaggio senza mamme, senza zie e senza più nonne: partite tutte da molto lontano per sconfiggere la miseria, al ritorno troveranno solo le macerie di un sogno andato in pezzi.
Il reportage precorre, con l’impietosa forza dei fatti, il bilancio drammatico di un esodo contemporaneo

Secondo premio (1000 euro e targa Ordine dei Giornalisti Lombardia): Marco Ratti del mensile Club 3 per il servizio inchiesta “AAA affittasi a malati”

«I malati di cancro e i loro parenti sono le vittime ideali per gente senza scrupoli alla ricerca di guadagni facili. Gli sciacalli lo sanno e li attendono a pochi passi dall’ospedale, luogo perfetto per trovare prede deboli e indifese e convincerle che hanno bisogno di aiuto».
Comincia così l’inchiesta giornalistica che svela l’esistenza di uno squallido business degli affitti di cui sono vittime i parenti dei malati in cura all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
La ricchezza di informazioni offerta al lettore denota una grande capacità di ascolto ai bisogni della gente comune: con lucidità e senza farsi tentare dal facile pietismo Marco Ratti ha compiuto una delle più impegnative missioni del giornalismo: scavare nel profondo la realtà quotidiana.

Primo premio (2000 euro e targa della Banca Popolare di Lodi e targa della Presidenza del consiglio regionale della lombardia: Gisella Roncoroni, de La Provincia di Como, per l’inchiesta sui rimborsi d’oro alla Amministrazione Provinciale di Como

Tre giri del mondo in dieci mesi. Se l’efficienza si misurasse in chilometri, gli assessori dell’amministrazione provinciale di Como sarebbero un modello di spirito di servizio, o forse di spirito di avventura. Ma dentro quella frenesia di movimento non è tutt’oro ciò che luccica, soprattutto attraverso i rimborsi spese del vicepresidente della Provincia. La giornalista decide di indagare sotto il livello del battistrada, scoprendo trasferte mai fatte e pendolari immaginari. La Procura avvia un’inchiesta e l’amministrazione provinciale le verifiche contabili, mentre il vicepresidente attacca la stampa nemica. Dieci mesi dopo sarà lui stesso a chiedere di patteggiare la condanna per truffa e a dimettersi dalla carica pubblica, nel frattempo diventata quella di vicesindaco di Como. Lavorando su fatti certi e documenti genuini, Gisella Roncoroni incarna e sublima le qualità del cronista: ricerca e analisi per arrivare a una verità non prefabbricata.

VITA DI CRONISTA
I premi “Vita di Cronista” (targhe del Gruppo Cronisti Lombardi) sono stati assegnati, dalla Giunta del Gruppo Cronisti Lombardi,
a
Roberto Costa, già caporedattore della sede Rai di Milano,

Se ci fosse una definizione cavalleresca Roberto Costa potrebbe essere definito un moschettiere del giornalismo: combattivo, tenace, romantico, ma soprattutto capace di colpire e andare sempre a segno. La sua lunga carriera nei telegiornali e ai vertici della Rai testimonia un percorso di successi senza cadute di stile o di vanità, alla ricerca della notizia e dell’approfondimento. Resta per i giovani cronisti un modello di giornalismo, fatto di passione, di competenza e di spirito di servizio.

e a
Paolo Chiarelli, del Corriere della Sera

Cresciuto nella scuola dei grandi cronisti di nera del Corriere della Sera, dopo trent’anni di professione è diventato egli stesso un pezzo di storia degna di essere scritta in un’enciclopedia per giovani neristi. Il suo percorso giornalistico
è andato di pari passo con l’evoluzione della criminalità milanese, dai boss della ‘ndrangheta al terrorismo, gloriosa testimonianza di un’epoca in cui i quotidiani si contendevano i lettori puntando sul racconto minuzioso e denso d’atmosfera dei cronisti di nera. Era un giornalismo che non ammetteva sbavature, testimonianze urlate, dettagli inflazionati. Paolo Chiarelli è stato generoso con i giovani così come i suoi maestri lo erano stati con lui, alimentando un vivaio nel quale sono cresciuti colleghi diventati noti al grande pubblico. Una caratteristica: è instancabile. Pur potendo approfittare dei gradi conquistati negli anni, ad esempio, non ha mai disdegnato di andare sul posto per prendere appunti. Neanche la pensione lo ha trattenuto, spingendolo invece a incrementare il suo impegno sindacale per la categoria con la stessa onestà e umiltà di quando era un giovane nerista.

ALBUM FOTOGRAFICO DEL PREMIO GUIDO VERGANI 2009

Flash sul Premio Guido Vergani 2009 (foto Marco Lussoso/Newpress)

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Alessio Lasta, di Telelombardia, primo premio Radio,tv,web, con Viola Vergani, figlia di Guido

premiazione-vergani-2009-foto-131.jpgGisella Roncoroni de La Provincia di Como, primo premio carta stampata, con il dott. Volfango Portaluppi della Banca Popolare di Lodi

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Roberto Costa, premio Vita da Cronista, con Annibale Carenzo, presidente onorario del Gruppo Cronisti Lombardi, e al centro Guido Columba, presidente Unci

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Paolo Chiarelli, premio Vita da Cronista, tra Rosi Brandi, presidente del Gruppo Cronisti Lombardi e Ferruccio de Bortoli

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Giovanni Scarpa, della Provincia Pavese, premio speciale “Sulla strada” con Ferruccio de Bortoli

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Raffaella Calandra, di Radio24, segnalazione per radio,tv,web, con Robi Ronza, delegato affari internazionali della Regione Lombardia

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Massimiliano Chiavarone, Libero e Visto, sgenalazione carta stampata, con il col. Riccardo Rapanotti, comandante del Nucleo Polizia Tributaria di Milano

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Paolo Andriolo e Annalisa Corti, Telelombardia, segnalazione per radio,tv,web hanno ricevuto le targhe Enel e Novartis

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Sandro De Riccardis, Repubblica, segnalazione carta stampata, con Pierangela Fiorani, direttore de La Provincia Pavese

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Serena Brivio e Vera Fisogni, del mensile Mag-Provincia di Como, cpremio speciale Giuria, cui è andata la targa dell’Associazione Lombarda Giornalisti

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Andrea Galli, Corriere della Sera, terzo premio Carta stampata, con Maurizio Andriolo, vicepresidente vicario dell’Inpgi, e Giovanni Terzi, assessore al Comune di Milano per le politiche sociali

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Renzo Magosso, premio speciale Unci, a destra, con Guido Columba presidente Nazionale dell’Unione Cronisti

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Andrea Miola, in rappresentanza della redazione cronaca di Milano di Cronacaqui con Guido Podestà, presidente della Amministrazione Provinciale di Milano che ha consegnato il premio della Unione Province Lombarde

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Claudio Moschin, della Radtotelevisione Svizzera Italiana, secondo premio radio,tv,web, con Massimo Librandi, presidente della TCI Led Profesional Application di Saronno

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Marco Ratti, di Club 3, secondo classificato carta stampata, con Letizia Gonzales, presidente dell’Ordine lombardo dei Giornalisti

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ElisabettaReguitti, di quiBrescia.it, terzo premio Radio,tv,web, riceve la lucerna in cristallo dal col. Fabiano Salticchioli, comandante del Gruppo Carabinieri Milano

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Al tavolo della Giuria, da sin.: Guido Coilumba, presidente Unci, Rosi Brandi, presidente Gruppo Cronisti Lombardi, Ferruccio de Bortoli, presidente della Giuria, Annibale Carenzo, presidente onorario del GCL, Paola Blandi, Mimmo Spina e Alessandro Galimberti della Giunta del GCL

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Il saluto del presidente dell’Amministrazione Provinciale di Milano, Guido Podestà

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Gisella Roncoroni riceve da Gianfranco Pierucci, vicepresidente del Gruppo Cronisti Lombardi, il premio assegnato dal Consiglio Regionale della Lombardia

“EPOCA” IN EDICOLA, UN NUMERO DA NON PERDERE

Un servizio postale sempre più inefficiente ha purtroppo reso impossibile annunciare in tempo sul nostro sito un evento di particolare interesse: il dibattito sui vent’anni della caduta del muro di Berlino organizzato nella Sala Napoleonica di Palazzo Greppi dell’Università Statale di Milano, con relatori di altissimo livello: Giorgio Galli, Luciano Segre, Giulia Lami, Luigi Bruti Liberati. Ma soprattutto il ritorno in edicola di una testata malinconicamente fatta naufragare alcuni anni fa, sacrificata alle ineffabili regole di marketing e pubblicità: Epoca.
Un numero speciale, da non perdere, sul Ventennale della Caduta del Muro di Berlino, che ha sicuramente reso onore a quello che era Epoca diretta da Arnoldo Mondadori e da Enzo Biagi (tanto per citare un paio di direttori a caso) ma soprattutto alla sua grande tradizione fotografica, dei De Biasi, Lotti, Del Grande, Leto, Galligani. Non per niente Mauro Galligani è stato il “picture editor” – e lo si vede – di questo numero speciale curato da Elisabetta Burba, caposervizio Esteri di Panorama, anche lei creatura di Epoca nelle direzioni di Alberto Statera e in quella (del rinnovato temporaneo fulgore) di Roberto Briglia, con accanto Massimo Donelli e un giovanissimo Carlo Verdelli.
Ho saputo che è stato un giovane publisher ad avere l’idea di “resuscitare” Epoca, e che Vallardi e Briglia hanno subito sposato l’idea. Vuol dire che la memoria di quell’illustre settimanale, è ancora viva. E questa è l’unica magra consolazione per chi, come me, in Epoca ha vissuto uno dei più bei periodi della sua lunga vita professionale e che ancora si chiede quali siano state le vere ragioni per cui si è voluto farla morire.(g.p)

A Renzo Magosso il premio dei cronisti italiani

Il cronista Renzo Magosso è stato condannato in seconda istanza dalla Corte d’appello di Milano, per diffamazione, in seguito ad alcuni servizi sull’assassinio di Walter Tobagi.
Il presidente dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani, Guido Columba, e il presidente del Gruppo Cronisti Lombardi, Rosi Brandi, esprimono sconcerto e preoccupazione per questa decisione. I giudici di appello, infatti, sembrano non aver tenuto in alcun conto le nuove prove documentali esibite e le dichiarazioni di testimoni di indiscutibile affidabilità su episodi chiave delle indagini relative al delitto Tobagi (episodi addirittura in grado di prospettare la riapertura del caso in sede giudiziaria).
I giudici inoltre, sembrano essersi discostati da un orientamento giuridico più volte riaffermato, secondo cui non può essere ritenuto colpevole il cronista quando l’intervistato è protagonista della vicenda che racconta e si assume la responsabilità diretta di ciò che afferma.
Quest’ultimo aspetto, in particolare, non può che suscitare allarme poiché rende sempre più difficile il diritto dei cittadini di essere informati in modo completo e tempestivo e il compito del cronista di farlo rispettando i doveri della cronaca stessa: verificare le fonti, attestarne la credibilità e approfondire aspetti noti o rivelarne addirittura di nuovi, come è avvenuto nei servizi di Gente sulla vicenda.

Per questi motivi Renzo Magosso sarà premiato con il lingottino dell’Unci nel corso della cerimonia per la consegna del Premio Guido Vergani Cronista dell’anno 2009, indetto dal Gruppo Cronisti Lombardi, che si svolgerà sabato prossimo, 7 novembre, al Circolo della Stampa di Milano con inizio alle ore 10,30.

L’Unione Nazionale Cronisti Italiani e il Gruppo Cronisti Lombardi, in attesa che la Corte di Cassazione, cui Magosso farà ricorso, esprima il proprio definitivo giudizio in sede penale, si augurano che in Parlamento, dove il caso è stato portato all’attenzione del Governo, già possano essere fornite informazioni che chiariscano senza più ombra di dubbi, le circostanze in cui maturò l’omicidio del collega Walter Tobagi, una delle pagine più tragiche degli anni di piombo a Milano.