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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Giornalisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici

Auguri Piazzetta

La prima cosa che ho pensato quando ho appreso, dalle pagine di ViviMilano, della nascita di questo luogo virtuale legato ad un luogo fisico della nostra città (entrambi dedicati alla memoria di un GRANDE milanese) e’ stata: chissà cos’avrebbe pensato Guido Vergani di www.partecipaMi.it (nato a gennaio di quest’anno come naturale evoluzione di Comunali Milano 2006) e del suo proposito di fornire un luogo virtuale che potesse affiancare la citta’ reale per stimolare la partecipazione virtuale/reale dei milanesi alla vita/gestione della propria città…

L’intreccio della dimensione virtuale e di quella reale della vita di questa nostra città puo’/deve aiutare Milano a essere sempre piu’ umana e partecipata, quindi ben vengano iniziative simili e una stretta sinergia tra esse… in bocca al lupo www.piazzettavergani.org !

Oliverio Gentile
Community Manager di RCM

http://www.retecivica.milano.it

e Direttore della Fondazione RCM

http://www.retecivica.milano.it/fondazione

e-mail oliverio.gentile@rcm.inet.it

l mio ricordo di Guido di Marco Buscarino

Conoscere Guido Vergani significò per me, entrare in contatto con la grande cultura italiana. Maestro di giornalismo, era figlio di Orio, che secondo Indro Montanelli fu il più bravo giornalista del Corriere Della Sera. Allievo prediletto di Luigi Pirandello, Orio imparò dal maestro siciliano l’arte della scrittura drammaturgia e della letteratura. Orio era fratello di Vera, grande attrice e prima protagonista femminile della figliastra nei “Sei personaggi”. Vera fu quindi zia di Guido e Leonardo, quest’ultimo grande inviato speciale del “Corriere”. Questo fortunato ambiente familiare, rese Guido involontariamente diverso dalla gran parte degli altri giornalisti suoi colleghi. Quando lui scriveva della sua famiglia, l’articolo assumeva inevitabilmente connotati letterari, sia per l’abilità con la quale sapeva raccontare, che per i fatti o gli episodi riferiti: il più delle volte momenti importanti per lui ma anche per la cultura di Milano e del nostro paese.
L’amore di Guido per il padre Orio, lo spinse a dedicarsi, sino agli ultimi giorni della sua vita, alla divulgazione dei suoi diari e delle sue fotografie.
Nel corso di un nostro incontro presso la redazione di Repubblica a piazza Cavour verso i primi anni “80”, Guido mi mostrò uno scaffale con due ripiani pieni di carte. “Sono gli scritti di mio padre” -mi disse – “gli editori li vogliono a pezzi ma a me non sembra una buona idea.” Aggiunse un po’ deluso.
Fortunatamente la pubblicazione dei diari di Orio avvenne nel 1990 ad opera di Leonardo editore e nel 2000 con il “Dizionario del XX secolo” per i tipi della Baldini Castoldi Dalai. Pubblicazione quest’ultima che presentammo insieme a Bergamo.
Qualche anno dopo e, nuovamente insieme, curammo una mostra con le fotografie di suo padre Orio, realizzate in Africa fra il 1934 e il 1938, presso il museo Storico di Bergamo. L’evento ebbe grande successo e Guido ne fu orgoglioso.
Il giorno dell’inaugurazione della mostra, ci presentammo con tutta la sua famiglia. Credo che Guido visse una giornata intensa e felice. Una delle ultime prima della sua scomparsa che sopraggiunse di lì a poche settimane.