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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Cronisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici.

ANDREA LEONE, PRESIDENTE CASAGIT, RISPONDE ALLA LETTERA APERTA SULLA CASSA

Caro Pierucci,

sembrerà impossibile, ma non avevo ancora letto la lettera aperta pubblicata
su piazzettavergani. Sono andato a leggermela, e ti rispondo volentieri,
come sto facendo a tutte le altre inviate direttamente a me.

Sino all’evidenza dei dati di bilancio del 2007 eravamo convinti che la
mancanza del contratto poteva essere assorbita senza difficoltà resistendo
ancora per qualche tempo, senza aggiungere al danno rappresentato dalla
volontà degli editori di distruggere la categoria dei giornalisti anche la
beffa dei tagli alle prestazioni della Cassa. Solo alla chiusura del
bilancio abbiamo visto che il problema era diventato strutturale. Quale sia
la causa - maggiore morbilità dei colleghi o (più probabilmente) maggior
ricorso alla Cassa anche da parte di chi fino a qualche tempo fa non
riteneva di dover chiedere il rimborso per alcune prestazioni e che oggi,
visto l’impoverimento della classe media pensa invece sia il caso di far
valere il proprio diritto, o (ancora più probabilmente) maggior ricorso a
strutture private per il peggioramento di quelle pubbliche – il fatto
innegabile è che le prestazioni crescono con una dinamica del 7% all’anno
mentre i contributi aumentano solo del 2,5%. Un differenziale che richiede
misure strutturali, ma prima di addentrarci nel campo dei tagli abbiamo
deciso di provare a verificare se semplici aggiustamenti di tiro (per quanto
riguarda i soci) e una forte azione nei confronti delle strutture sanitarie
e dei medici per ridurre le tariffe pagate in convenzione dalla Cassa
potesse ottenere lo stesso effetto. Tra queste misure anche quella che
riguarda le visite specialistiche, semplice ripristino di un regolamento
caduto in disuso, e che certamente comporta un piccolo fastidio per i soci.
Ci sembra però giusto che il ricorso allo specialista sia motivato, e che a
indicare quale specialista debba intervenire sia un medico.

Tutto questo non vuol dire che noi si stia fermi. Innanzi tutto la Casagit è
l’ente che spende di meno (fondo pensione integrativa a parte) tra tutti
quelli della categoria per gli organi sociali. E le spese per questa voce
calano. Abbiamo ridotto il numero delle riunioni del Consiglio di
Amministrazione e della Commissione Permanente. Non abbiamo altre
commissioni. Abbiamo tagliato le consulenze, eliminando quelle poco utili e
lasciando quelle che sostituiscono di fatto rapporti di lavoro. Abbiamo
ridotto da tre a uno il numero dei dirigenti, non sostituendo i due
vicedirettori andati in pensione. Non abbiamo ridondanza di personale, e
abbiamo bloccato le assunzioni. Le spese per il personale crescono, ma
all’interno di una dinamica legata all’applicazione del contratto collettivo
di lavoro. Stiamo studiando dove e in che modo realizzare altri risparmi, se
e quando saranno necessari. Per fortuna non abbiamo fretta, grazie alle
riserve accumulate negli anni. E prima di muoverci vogliamo essere sicuri
della necessita e della giustezza delle misure che eventualmente dovremo
prendere.

Abbiamo anche avviato un percorso di verifica delle possibilità di mantenere
la Cassa così com’è o di modificarla e in che modo. Se qualcosa dovremo
cambiare, sottoporremo i cambiamenti ai colleghi. Ci conforta però il fatto
che il modello di assistenza della Casagit sia stato alla base del decreto
che costituisce i fondi sanitari integrativi.

Per ora, dunque,riteniamo di essere in grado di superare un momento
certamente difficile. Abbiamo gli occhi ben aperti, e se dovremo chiedere
altri sacrifici, lo faremo presentando nella maniera più trasparente
possibile tutte le alternative.

Un caro saluto

Andrea Leone

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Prendiamo atto della cortese risposta di Andrea Leone e delle informazioni fornite sull’andamento della Cassa e sull’attenzione relativa alle voci di spesa generali. Per quanto riguarda l’azione nei confronti delle strutture sanitarie e dei medici per ridurre le tariffe pagate in convenzione dalla Cassa ci trova perfettamente d’accordo e sicuramente a suo fianco, anche a costo di rinunciare alla convenzione: troppe volte le tariffe praticate appaiono davvero esose. Auguriamo a Leone di poterci fornire, a fine anno, dati migliori. E’ nell’interesse di tutti gli iscritti. Ma se ci sranno da affrontare problemi strutturali, lo si faccia al più presto.(gp)

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