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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Cronisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici.

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA CASAGIT

Ad Andrea Leone
Presidente Casagit

Caro Presidente,
ho ricevuto come tutti i soci Casagit la lettera relativa alle novità (rispolverate) della Cassa. Ho sentito qualche mugugno da parte di molti colleghi, ho visto una sola lettera – diciamo così – che è entrata un po’ più nel merito delle nuove disposizioni sottolineando anche la particolare situazione dei freelance per quanto riguarda i contributi da versare e la discriminante dei 71mila Euro.
Anch’io sono tra quelli che hanno mugugnato e che, dopo qualche riflessione, ha deciso di scrivere una lettera. Aperta. Perché non ne vengano a conoscenza soltanto pochi addetti ai lavori.
Sono d’accordo con la parte della tua comunicazione relativa ai mancati introiti derivanti dal mancato rinnovo del contratto di lavoro, ma non sono d’accordo sulla terapia adottata.
Intanto mi meraviglio del ritardo con il quale gli amministratori Casagit sono intervenuti per far fronte ai problemi dei minori introiti dovuti ai mancati rinnovi contrattuali (sono più di tre anni, ormai che i giornalisti sono senza contratto) ma soprattutto per far fronte alla dinamica di crescita della spesa.
Perché la spesa è cresciuta? Visto che non sono aumentate le tariffe di rimborso c’è da credere che sia solo aumentato il numero delle prestazioni. A che cosa è dovuto? Forse non solo al desiderio impellente dei giornalisti italiani di andare dal medico specialista per qualunque stupidaggine e di spendere, almeno nella maggior parte dei casi, cifre ben più alte dei rimborsi Casagit.
Andare dal più modesto dei ginecologi o dal più modesto degli otorino oggi non costa meno di 100 Euro, fino a salire ai 180 Euro di un buon ortopedico, neppure primario! Per non parlare degli odontoiatri!
E allora? Forse l’età media dei giornalisti sta aumentando e con ciò anche la loro “morbilità” (si dice così?). Forse le condizioni di lavoro sia dei redattori a tempo pieno sia dei freelance sono un po’ peggiorate da qualche anno a questa parte e il loro fisico ne risente di più?
E tu pensi davvero, insieme al consiglio di amministrazione, che basti solo spedirci tutte le volte dal medico di base per limitare il numero delle prestazioni specialistiche? Mi auguro che i fatti vi diano ragione, ma probabilmente c’è qualche problema in più da esaminare e qualche soluzione più drastica ed efficace da adottare.
Qualcuno comincia a credere che forse la Casagit non è più in grado di soddisfare i bisogni di tutti i giornalisti, che sia necessario rivedere il discorso della obbligatorietà dell’adesione su base contrattuale, che la volontà di dare una assistenza complementare a tutti i giornalisti, professionisti, pubblicisti, freelance, sia lodevole ma non più praticabile. Che abbiano ragione?
Intanto cerchiamo di rivedere le strutture della Cassa: rendiamola un po’ più magra di delegati (e di conseguenti rimborsi spese), magari anche di personale (specie nella sede centrale) e di consulenti. E comunque tutti cerchiamo davvero di essere un po’ più responsabili, uso dei farmaci compreso.
Cordialmente
Gianfranco Pierucci

Milano 7 luglio 2008

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