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PiazzettaVergani.org è un blog curato dal Gruppo Cronisti Lombardi e intende da un lato essere un tributo al collega Guido Vergani scomparso nel 2005 e dall'altro un momento di confronto su temi politici, sociali ed economici.

AGOSTINO ZAPPIA VINCE IL PREMIO PASSETTI PER LA TIVU’

Sono Agostino Zappia, della Tgr Rai di Milano, già vincitore del Premio Regionale Guido Vergani cronista dell’anno 2007, organizzato dal Gruppo Cronisti Lombardi, e Maria Francesca Chiappe, dell’Unione Sarda di Cagliari, i vincitori del “Premio Cronista 2008 - Piero Passetti” che verrà consegnato a Viareggio sabato 8 marzo. Lo ha deciso all’unanimità la Giuria riunita il 28 febbraio a Roma che ha esaminato le oltre 75 candidature dei cronisti della carta stampata, della informazione radio-teletrasmessa e dei nuovi media giunte da tutta Italia.
Maria Francesca Chiappe è stata premiata per aver scoperto che un Tribunale tedesco aveva considerato come attenuante la provenienza dalla Sardegna di un uomo che aveva segregato, picchiato, violentato e seviziato per settimane la fidanzata.
Agostino Zappia ha propiziato e documentato l’incontro, 30 anni dopo l’uccisione del brigadiere Custra, tra la figlia Antonia e il responsabile dell’omicidio.
La Giuria ha attribuito i riconoscimenti speciali messi a disposizione dalle più alte Istituzioni a Maurizio Migliavada (Espansione Tv Como), anche lui premiato nell’ambito del Guido Vergani 2007 con il secondo premio per la sezione tv grazie a un servizio sulla strage di Erba, Claudia Aldi, Paolo Chiariello (Sky Tg 24), Davide Desario (Il Messaggero), Domenico Guarino (Controradio), Giuseppe Lo Bianco e Piero Messina (L’Espresso), Marco Menduni e Ferruccio Sansa (Il Secolo XIX), Elena Panarella (Il Messaggero), Francesco Viviano e Alessandra Ziniti ( La Repubblica).
La Giunta dell’Unci ha poi assegnato il Premio Vita di Cronista a Vincenzo Curia di Genova.

I premi verranno consegnati a Viareggio sabato 8 marzo.

PREMIO CRONISTA 2008 – PIERO PASSETTI

Vincitore Informazione stampata

MARIA FRANCESCA CHIAPPE L’Unione Sarda

Vincitore Informazione radio-tv

AGOSTINO ZAPPIA Rai – Tgr Lombardia

Premio Vita di Cronista 2008

VINCENZO CURIA

Premio Città di Viareggio

VERA SCHIAVAZZI

Targa Presidente della Repubblica

PAOLO CHIARIELLO Sky Tg 24

Medaglia Presidente del Senato

CLAUDIA ALDI

Targa Presidente della Camera

MARCO MENDUNI – FERRUCCIO SANSA Il Secolo XIX

Targa Presidente della Corte Costituzionale

DOMENICO GUARINO Controradio

Targa Capo della Polizia

DAVIDE DESARIO Il Messaggero

Targa Comandante Generale Arma dei Carabinieri

ELENA PANARELLA Il Messaggero

Targa Comandante Generale Guardia di Finanza

MAURIZIO MIGLIAVADA Espansione Tv Como

Targa Federazione Nazionale Stampa Italiana

FRANCESCO VIVIANO – ALESSANDRA ZINITI La Repubblica

Targa Ordine Nazionale dei Giornalisti

GIUSEPPE LO BIANCO – PIERO MESSINA L’Espresso

IL CEMENTO INCOMBE SUL PARCO DELLE CAVE

http://www.partecipami.it/?q=node/3932/4757&single=1

Un saluto cordiale a tutti.
Di seguito un documento di sintesi per la problematica riguardante il cemento che incombe sul Parco delle Cave.
La sintesi - che abbiamo concordato per essere presentata alle Istituzioni - è relativa alla salvaguardia ambientale del Parco delle Cave, insignito del titolo “Tesoro del Mondo” FWT-UNESCO ed è stata realizzata dal gruppo di consiglieri zonali, volontari e cittadini che segue da anni l’emergenza
PII Marchesi Taggia - Parco delle Cave e che ha voluto identificarsi nel Comitato spontaneo Salvaguardia Ambiente.
Grazie per l’attenzione.
Massimo de Rigo

Oggetto: IL CEMENTO INCOMBE SUL PARCO DELLE CAVE

Nella Zona 7 ad ovest di Milano, in fondo alla via Pompeo Marchesi, numerosi cittadini chiedono informazioni davanti agli enormi cantieri, rimanendo increduli su quello che si sta costruendo all’ingresso del Parco delle Cave da Quarto Cagnino, un quartiere gia’ provato dalla muraglia
delle enormi case Gescal che negli anni ’70 ne ha sconvolto la fisionomia rurale e l’antico carattere storico.
Si tratta del PII Marchesi Taggia ora denominato sulla cartellonistica ufficiale “PII PARCO DELLE CAVE”, termine contradditorio poiché un PII (Programma Integrato d’Intervento) nasce per bonificare un ambiente degradato e NON per sostituirsi a spazi di verde in parte privati e in parte pubblici.
Due sono i comparti:

1. il comparto B
( http://www.partecipami.it/files/PdC+PII.jpg )
in corrispondenza del bosco distrutto del Marcionino, ha i cartelli del Comune di Milano e Provincia di Milano con l’indicazione rispettivamente:
( http://www.partecipami.it/files/1.-cantiere_PII_14.6.jpg )

- PERMESSO DI COSTRUIRE 9982 del 11 dicembre 2006 - edificio B1
In questo comparto la costruzione e’ in fase attiva;
- PERMESSO DI COSTRUIRE 9980 del 11 dicembre 2006 - edificio B2
In questo comparto si sta lavorando con scavi in profondità.

2. Il comparto A (immediatamente a ridosso dell’area naturalistica) riportava ancora recentemente la dicitura:
- BONIFICA AREA V. POMPEO MARCHESI (termine lavori 23 maggio 2007) ma appare attualmente fermo.

Se ci è concessa ancora la libertà di esprimerci contro le cementificazioni, abbiamo il dovere di evidenziare che il PII Marchesi Taggia non è uno dei tanti Programmi di Intervento standard di Milano.
Quelli sottoindicati sono solo alcuni dati ricavati dal progetto planivolumetrico approvato a Palazzo Marino nel febbraio 2006 - in seconda convocazione e con la maggioranza divisa - appena prima delle elezioni comunali:

1. l’incredibile contiguità con l’area naturalistica del Parco delle Cave: il PII Marchesi Taggia è a ridosso dell’oasi lacustre floro-faunistica più pregiata e quasi interamente dentro la fascia di rispetto dei 300 metri dalle cave sorgive Casati e Ongari Cerutti;

2. l’enorme volumetria della cementificazione (112.000 mcubi) ha un altissimo indice di utilizzazione del territorio (U.T. 0,72) solitamente proponibile su un’area degradata e isolata da ogni contesto naturalistico;

3. la costruzione dei due primi lotti B1 e B2 ha violentemente ‘cancellato’ nel silenzio l’antico bosco del Marcionino
( http://www.partecipami.it/?q=node/3003/2624&single=1 )
( http://www.partecipami.it/files/area-marcionino_07.jpg )

4. è pianificata la distruzione di aree verdi private che costituiscono la porzione preponderante del PII, ma anche lo stravolgimento di superfici gia’ pubbliche (il 20%, cioé 12.000mq sono gia’ patrimonio comunale e NON privato, come si evince dal sito del Comune)
( http://www.partecipami.it/files/5.-casa_nel_bosco2006.jpg )
( http://www.partecipami.it/files/Bosco_del_Marcionino_fly2.jpg )

5. queste le sue dimensioni: palazzoni alti fino a 28,5 metri, equivalenti all’altezza di 9 piani, in due comparti lunghi 125 metri, profondi 65 e con una sezione trasversale di 22, il doppio rispetto alle costruzioni del vicino quartiere;
( http://www.partecipami.it/files/ricostruzione3D.jpg )

6. il progetto contempla un centro commerciale alto mt 23,5 (l’altezza usuale di un palazzo di sette piani);

7. il traffico veicolare che ne consegue è di 1.000 auto giornaliere in un punto strategico per tutto l’ecosistema del Parco delle Cave;

8. saranno sacrificate altre aree verdi pubbliche, quali ilpercorso “storico” presente sulle mappe del Catasto Teresiano del 1722: il progetto prevede infatti una strada a doppio senso al posto del sentiero alberato che costeggia l’alveo dell’antico fontanile Marcionino, prezioso poiché legato alle miracolose guarigioni di don Giuseppe Gervasini, meglio conosciuto come “Pret de Ratanà”, popolare guaritore ed erborista della storia milanese.
( http://www.partecipami.it/misc/SentieroMarcionino.jpg )

Per questi dati e per la sua invasività su tutto il compensorio del Parco delle Cave – insignito del titolo “Tesoro del Mondo FWT-UNESCO ( http://www.fwtunesco.org ) – il PII PARCO DELLE CAVE esigerebbe un oggettivo e rigoroso approfondimento da parte di tutti
gli Enti coinvolti.
I 112.000 metri cubi di cemento e le mille auto giornaliere del PII PARCO DELLE CAVE, a ridosso dell’oasi naturalistica del Parco delle Cave,resteranno una sconfitta collettiva, che ha escluso la globalità della cittadinanza da una scelta motivata come “riqualificazione ambientale” per
privilegiare una minoranza.
L’iter del nuovo quartiere, sin dall’inizio, ha frantumato l’unità delle associazioni del Parco delle Cave dividendo un gruppo prima compatto nella sua difesa.
Questa divisione è poi proseguita, con le medesime associazioni compiacenti al PII Marchesi Taggia, nel distruggere l’unità di gestione del Parco delle Cave, prima affidata ad ItaliaNostra ed oggi molto confusa.
Questi i quesiti che sottoponiamo alla Pubblica Amministrazione per un’attenta analisi e un’adeguata risposta:
1. Questo nuovo quartiere di oltre mille abitanti - ad imbuto sulle cave e senza sfoghi poiché a ridosso delle aree lacustri - come sarà strutturato con un adeguato flusso viabilistico?
2. E’ ammissibile lo stravolgimento viabilistico di tutto il traffico veicolare di Quarto Cagnino, già tortuoso e spesso intasato?
3. Quale alternativa all’imbuto del sentiero del Marcionino, in casi di emergenza?
4. Il nuovo quartiere porterà l’impatto di auto, caldaie, condizionatori e di una barriera di cemento sugli habitat del Parco delle Cave: quali gli effetti previsti sul delicato contesto attiguo e protetto, rara oasi ancora respirabile di Milano e sugli stormi migratori che la sorvolano da sempre?
5. Con quali criteri paesaggistici sono stati concessi i permessi di costruire a ridosso di un percorso riconosciuto come di grande interesse paesistico?
6. Come si può pretendere di fare pagare all’intera collettività il vantaggio di pochi? Quali gli interventi per mitigare e compensare adeguatamente l’oggettiva invasività di questo Programma Integrato di
Intervento, nel momento in cui Milano viene indicata dal premio Nobel per la Pace Al Gore come “una delle città più amiche dell’ambiente in Europa e nel mondo”?

COMITATO SPONTANEO SALVAGUARDIA AMBIENTE

Altre notizie e approfondimenti sul web:
( http://www.partecipami.it/?q=node/3003 )

( http://giacosilvia.iobloggo.com/archive.php?eid=7 )

( http://www.muggiano.it/RILE/ArchivioPDF/Aprile-06-B_R.pdf )

( http://www.corriere.it/vivimilano/caso_del_giorno/articoli/2007/01_Gennaio/25/caso.shtml )

( http://archiviostorico.corriere.it/2007/marzo/09/Parco_delle_Cave_via_lavori_co_7_070309048.shtml )

( http://www.milanofree.it/forum/viewtopic.php?f=5&t=1501 )

( http://www.corriere.it/vivimilano/forum/vivimilano/Thread?forumid=16&postid=128549 )

( http://www.corriere.it/vivimilano/forum/vivimilano/Thread?forumid=16&postid=135839 )

Oliverio Gentile su venerdì 25 gennaio 2008 alle 22.14 +0000 ha scritto:
Dalla discussione “il cemento incombe sul Parco delle Cave”
http://www.partecipami.it/?q=node/3003
della “Linea Diretta con il Consiglio di Zona 7″
http://www.partecipami.it/consigliozona7
di www.partecipaMi.it, riporto:
“Come distruggere un’oasi di verde urbano meravigliosa.”
http://www.partecipami.it/?q=node/3003/4616&single=1

Come distruggere un dei rarissimi Tesoro del Mondo milanese: un’oasi di verde urbano meravigliosa, esempio unico milanese di ambiente naturalistico che unisce storia, habitat, fauna stanziale e migratoria assieme alla fruizione pubblica?
Semplice.
Parrebbe sia sufficiente progettare un quartiere con il massimo indice di edificabilita’ (quello che si da’ in un’area degradata e isolata da ogni contesto naturalistico) non importa se e’ incuneato per tre lati su quattro nell’oasi naturalistica del Parco delle Cave, non importa se oltre la meta’ dell’area (oggettivamente ex-industriale dismessa, anche se non invasiva, poiche’ nascosta dalla vegetazione) e’ verde di antica data: la formuletta vincente e’ spartirlo in modo trasversale ed equo, esattamente
meta’ in edilizia convenzionata (coperativa) e l’altra meta’ in edilizia privata.
Con questo sistema si zittiscono tutti, ambientalisti di facciata compresi, che magari spostano le loro invettive (e relativi mass media, quindi l’opinione pubblica) su innocue villette dalla parte opposta in
costruzione al posto di capannoni dimessi, oppure su un quartiere di prossima edificazione, a Calchi Taeggi, in un’area fatiscente e densa di rifiuti tossici di antica data, nella distante Lorenteggio…
Si tratta del PII Marchesi Taggia, ora denominato ufficialmente “PII PARCO DELLE CAVE”, termine contradditorio poiché un PII (Programma Integrato) nasce per bonificare un ambiente degradato e NON per sostituirsi a spazi di verde.
Ricordo questi dati (che vorremmo smentiti) tratti dal progetto planivolumetrico approvato a Palazzo Marino appena prima delle elezioni comunali:
- il PII Marchesi Taggia e’ a poche decine di metri, anzi e’ a ridosso dell’oasi naturalistica e quasi interamente dentro la fascia di rispetto dei 300 metri dalle cave sorgive Casati e Ongari Cerutti
- l’enorme volumetria della cementificazione (112.000 mcubi) ha il massimo indice di edificabilita’
- la costruzione dei due primi lotti B1 e B2 ha ’sacrificato’ (nel silenzio assordante dei cosiddetti amici del verde) l’antico bosco del Marcionino ( http://www.partecipami.it/?q=node/3003/2624&single=1 )
- saranno sacrificate altre aree verdi gia’ pubbliche (il 20%, cioe’ 12.000mq sono gia’ PATRIMONIO PUBBLICO e NON PRIVATO) come il percorso “storico” presente sulle mappe del Catasto Teresiano del 1722: il sentiero alberato che costeggia l’alveo dell’antico fontanile Marcionino, quello legato alle miracolose guarigioni del Pret de Ratana’, al secolo don Giuseppe Gervasini.
Queste le dimensioni del PII PARCO DELLE CAVE:
- palazzoni alti fino a 28,5 metri, equivalente all’altezza di 9 piani, in due comparti lunghi 125 metri, profondi 65 e con una sezione trasversale di 22, il doppio rispetto alle costruzioni del vicino quartiere
- un enorme parcheggio al centro
- traffico veicolare previsto di 1.000 auto giornaliere in un punto strategico per l’ecosistema del Parco delle Cave
- un centro commerciale alto 23,5 metri…
Riassumendo in dati freddi ma lampanti:
- 112.000 mcubi di cemento
- 400 appartamenti
- 1200 abitanti
- 1000 auto quotidiane (alla faccia dell’ecopass)
- un centro commerciale…
I lavori dell’enorme cantiere procedono alacremente nei lotti B1 e B2, mentre persiste il mistero che circonda il PII PARCO DELLE CAVE.
La Regione Lombardia aveva fissato paletti precisi, a suo tempo, cosi’ come la Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, ma pare che in Italia passi di tutto, basta avere gli ‘amici’ giusti e anche se tutte le arte non sono corrette c’e’ sempre qualcuno disposto a chiudere uno o due occhi.
Parrebbe che tutta questa strana e misteriosa edificazione non debba essere divulgata… a differenza del PII Calchi Taeggi di cui si sono pubblicamente visionati progetti tridimensionali e modelli inseriti nel
contesto urbanistico.
Si accettano consigli e commenti che chiariscano questa vicenda e diano ossigeno.
Massimo de Rigo

I PROBLEMI DELL’ADOLESCENZA A “L’AMICO CHARLY”

“I pode, you tube e noi?”. Non è un indovinello, ma il titolo curioso per una delle conferenze del ciclo “Sopravvivere all’adolescenza” organizzata dalla Onlus l’Amico Charly nella sue sede di via Marco Polo 4 a Milano. Gli incontri, cinque in tutto dal 25 febbraio al 22 maggio, si propongono di rispondere alle domande che nascono spontaneamente nei genitori nella fase dell’adolescenza dei propri ragazzi. “Perché gli adulti, e i genitori in particolare - spiega l’invito alle conferenze - si trovano spesso in difficoltà nel decifrare e affrontare atteggiamenti dei ragazzi. Vorrebbero capire cosa è meglio fare e come trovare un equilibrio tra paura di sottovalutare i segnali di disagio e timore di esagerare e di riversare le proprie ansie sui giovani, in particolare sui figli”.
La prima conferenza si svolgerà lunedì 25 febbraio e si intitola “Scuola: rimandata a settembre?”,sarà tenuta dai professori Dutto e Viganò. il 10 marzo il professor Rivoltella affronterà il tema “I pode”, il 7 aprile toccherà al professor Ceretti illustrare la prospettiva della mediazione nell’ambito della più vasta cornice “Adolescenti e violenza familiare”. Claudio Risé il 12 maggio si cimenterà con “il mestiere di padre”; chiuderà il ciclo Zucca Alessandrelli con “Lo sballo a tutti i costi”.
Maggiori informazioni sul sito www.amicocharly.it - info@amicocharly.it.

LE DOMANDE DI CRON: TOCCA ALL’ECOPASS DI MILANO

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La polemica dopo l’introduzione dell’Ecopass a Milano trova ogni giorno spunti per alimentarsi. Soprattutto se, leggendo i dati del Comune riferiti all’Ecopass e quelli dell’Agenzia dell’Ambiente sulle polveri sottili ci sono risultati non proprio coincidenti. Ed allora ecco che a Cron, il nostro giovane ma attento cronista, sorge spontaneo un quesito. I lettori che ne pensano?

UNCI-L’ incontro a Venezia con i Procuratori Fortuna e Borraccetti: non è stata una gita

Le prossime perquisizioni ai cronisti non rimarranno senza risposta: esposti al Consiglio Superiore della Magistratura, ricorsi alla Corte dei diritti di Strasburgo. E’ quello che Guido Columba, presidente dell’Unci, ha annunciato al Procuratore generale del Veneto, Ennio Fortuna, prima e al Procuratore Capo di Venezia Vittorio Borraccetti poi, negli incontri del 21 febbraio promossi dall’Unione Cronisti per dare un segnale forte dopo che in pochi mesi sei colleghi sono stati sottoposti a perquisizioni domiciliari e sui luoghi di lavoro.
Incontri importanti certo, sia perché sono avvenuti, sia per quello che è stato detto – Fortuna ha promesso che riporterà serenità tra magistratura del distretto e cronisti, Borraccetti che le cose dette “non rimarranno senza esito” - ma che, soprattutto il secondo, rischiavano di prendere la piega del classico “volemose bene : va bene, va bene’’ e pacca sulla spalla. Columba ha chiarito che lui, Siddi e Del Boca non erano a Venezia per una gita, ma perché c’è un forte allarme, un ricorso abnorme allo strumento della perquisizione che ha un chiaro effetto di intimidazione, verso il collega, ma anche per tutti gli altri cronisti. E che tutte le sentenze della Corte di Strasburgo, e anche pronunciamenti dei Tribunali italiani concordano a negare la liceità di incriminare i giornalisti per cercare i colpevoli di altri reati.
Perché è evidente che, se come ha detto Borraccetti, un’indagine rivelata anzi tempo e per questo in parte fallita, crea frustrazione e altrettanta ne crea l’esistenza di “traditori”: non ci devono andare di mezzo i giornalisti. Una personalità equilibrata deve saper amministrare la frustrazione senza cadere nella rappresaglia e i “traditori” li si cercano con perquisizioni e intercettazioni negli uffici giudiziari, non nelle redazioni.
E a rendere evidenti i traumi subiti dai colleghi sono venute, nell’assemblea successiva, le testimonianze di Enzo Bordin, 9 carabinieri all’alba in casa con la prima domanda: ma quella donna è la sua compagna legale ? e Orazio Carruba che oltre ad essere stato perquisito è finito anche in carcere.

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Faccia a faccia al massimo livello, giovedì 21 febbraio, a Venezia tra giornalisti e magistrati: il tema è quello del diritto-dovere di cronaca e delle perquisizioni contro i cronisti che riferiscono delle inchieste giudiziarie.
Alle 10 in Corte d’Appello, a Palazzo Grimani, si svolgerà un incontro tra il Procuratore Generale di Venezia Ennio Fortuna e il Procuratore Capo Vittorio Borraccetti e la delegazione dei giornalisti composta da Guido Columba, presidente dell’Unci, Franco Siddi, Segretario generale, ed Enrico Ferri segretario nazionale, della Fnsi, Lorenzo Del Boca Presidente dell’Ordine dei giornalisti, Gianluca Amadori presidente dell’Ordine del Veneto, Daniele Carlon segretario del Sindacato Giornalisti Veneti e Ugo Dinello presidente dei Cronisti Veneti.
L’iniziativa, promossa dall’Unci, rappresenta la prima risposta organica e corale della categoria alla pratica della magistratura di ordinare perquisizioni, che vengono vissute inevitabilmente come intimidatorie, contro i cronisti che seguono le indagini preliminari. Perquisizioni che, come nell’ultimo caso, il 5 febbraio nei confronti di Carlo Mion, avvengono a mesi di distanza dall’articolo, pubblicato a novembre. E’ stata, quindi, una mossa del tutto ingiustificabile della Procura veneziana che negli ultimi tempi ha fatto ricorso ripetutamente a questa forma di pressione sui cronisti.
Alle 12, nella sede dell’Ordine, in Campo San Polo, i rappresentanti nazionali di Unci, Fnsi e Ordine parteciperanno a una assemblea con i colleghi per informarli delle iniziative intraprese per difendere il diritto-dovere di cronaca, il diritto alla libertà di stampa e a informare correttamente, e sentire le loro esigenze. Nella riunione verranno anche discusse eventuali ulteriori iniziative nazionali e comunitarie.

I giornalisti e l’Ecopass: Palazzo Marino risponde

Sul problema della mobilità dei giornalisti in relazione all’entrata in vigore dell’Ecopass a Milano, il presidente del Gruppo Cronisti Lombardi, Rosi Brandi, aveva inviato una lettera al Presidente del Consiglio Regionale dell’Ordine, Letizia Gonzales, chiedendo un suo intervento presso gli organi comunali per conoscerrne la disponibilità per una eventuale deroga a favore della categoria. Letizia Gonzales aveva scritto al Sindaco, che ha risposto tramite il capo dell’Ufficio Stampa Filippo De Bortoli.
Questo il testo della lettera con la posizione del Comune.
“Caro Presidente,
in merito alle notizie che ti sono state chieste da alcuni colleghi, rispondo volentieri alla tua sollecitazione di un chiarimento riguardo l’ambito di apllicazione del provvedimento Ecopass.
Partito lo scorso 2 gennaio (e attivo dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30), il provvedimento non prevede esenzioni per particolari categorie di lavoratori, poichè è stato pensato in riferimento alle categorie dei veicoli utilizzati e alla loro “capacità d’inquinare”, volendo scoraggiare l’uso dei mezzi privati nella cerchia dei Bastioni a favore dei mezzi pubblici (ben presenti, invece, in questa area della Città).
Anche i giornalisti quindi, se utilizzano un veicolo che appartiene ad una delle tre classi inquinanti (III-IV-V) dovranno acquistare l’Ecopass per poter entrare nella Cerchia dei Bastioni.
Questo vale anche se sono in possesso di un pass che li autorizza a percorrere le corsie preferenziali.
È utile specificare che con il pass per le corsie preferenziali è possibile entrare nella Cerchia dei Bastioni anche dai sei varchi riservati al trasporto pubblico (via Lamarmora, corso di Porta Vigentina, corso Italia, corso di Porta Ticinese, via degli Olivetani e corso Magenta), ma tale agevolazione non esenta dal pagamento di Ecopass.
Sono certo che i nostri colleghi, al di là degli iniziali disagi, sapranno comprendere la portata e il valore di questa innovazione, e credo perciò che sapranno anch’essi sopportare i piccoli grandi sacrifici chiesti ai milanesi e a tutti i “city users” per contribuire personalmente al complessivo miglioramento della qualità della vita nella nostra Milano.

grazie per la disponibilità ad essere tramite con i colleghi e buon lavoro

filippo de bortoli ”

RICHARD AVEDON IN MOSTRA A FORMA

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Duecentocinquanta immagini che dal 1946 al 2004 tracciano il percorso creativo di Richard Avedon saranno in mostra dal 13 febbraio all’8 giugno a Forma, il Centro Internazionale di Fotografia di Milano, in piazza Tito Lucrezio Caro. Avedon (1923-2004) è tra i più grandi fotografi del XX secolo: le sue foto sono state pubblicate su tutte le più importanti riviste del mondo, decine i riconoscimenti internazionali. Curatore dell’immagine di griffe come Chanel, Versace e Dior, realizzatore per due volte del Calendario Pirelli, ha anche lasciato immagini straordinarie del suo impegno sociale.
Informazioni sul sito www.formafoto.it.

CRON E GLI SCATTI DEL CONTRATTO DEI GIORNALISTI

Il contratto dei giornalisti è ancora al palo. La nuova Giunta della Fnsi è in attesa del rilancio della trattativa con gli editori. Intanto si fa un gran parlare del problema degli scatti di anzianità, la cui norma gli editori vorrebbero in qualche modo mettere in discussione, fino a chiederne l’abolizione. All’interno del Sindacato dei giornalisti si sono delineate alcune posizioni: la maggior parte sembra non voler assolutamente ritoccare la norma, che tra l’altro comporterebbe una notevole diminuzione di entrate anche per l’Inpgi. Altri sono invece aperti a una possibile trattativa con gli editori per ritoccare la norma. Nell’attesa abbiamo chiesto il parere di Cron. Ed ecco la sua…personalissima interpretazione!
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CRON E L’ECOPASS A MILANO

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L’Ecopass ha superato il primo mese di vita. E’ stato un intervento sicuramente innovativo per il traffico all’interno della Cinta dei Bastioni di Milano. I dati che quotidianamente vengono rilevati sembrano confermare la forte diminuzione di ingressi di auto (anche se a livello di inquinanti nell’aria non sembrano esserci ancora le stesse percentuali di diminuzione) e, anche a naso, per chi usa i mezzi pubblici, una diminuzione costante dei tempi di percorrenza, una maggiore puntualità delle corse. Ma Cron, il nostro giovane cronista sempre attento all’evolversi delle varie situazioni che cosa ne pensa? Siete d’accordo con lui?

Qualche volta i Cronisti possono essere utili…

CRONISTA DISSUADE DA SUICIDIO EGIZIANO, ‘SONO VITTIMA USURA’
MILANO
(ANSA) - MILANO, 4 FEB - Dopo una lite piuttosto accesa con la sua avvocatessa, un muratore egiziano ha minacciato di uccidersi lanciandosi da un balcone dello studio del legale in centro a Milano. Per recedere dal suo proposito l’uomo ha chiesto di poter parlare con un giornalista per denunciare di essere una vittima di usura: la polizia, allora, ha chiesto a un redattore de ‘Il Giorno’, che in quel momento stava facendo i cosiddetti giri telefonici di nera, di intervenire. Il cronista, insieme con gli agenti della Volante, è riuscito a tranquillizzare l’immigrato. L’episodio si è verificato verso le 15.30 in via Vitruvio: A.P. ha litigato con l’avvocatessa in maniera piuttosto brusca, quindi, perso il controllo, ha minacciato di lanciarsi dal balcone dell’ufficio che è al terzo piano. Solo quando ha potuto parlare con il giornalista si è rasserenato. L’extracomunitario ha affermato di essere in affitto al costo di 5.000 euro all’anno e che il suo padrone di casa ha fatto lievitare questo debito fino a 175 mila euro in un paio d’anni. Ha anche detto di aver versato già 160 mila euro, di essere stato sfrattato e che era disponibile a dare gli altri 15 mila euro, ma che il locatario presunto usuraio gli sta pignorando il suo magazzino dove oggi è costretto a vivere con la moglie e il figlioletto di un anno e quattro mesi. Quando il legale gli ha spiegato che il proprietario della casa voleva agire nei suoi confronti per ottenere l’immobile, il muratore temendo di rimanere per strada ha dato in escandescenze. L’uomo è stato accompagnato in ospedale per le cure del caso, mentre la polizia sta svolgendo le indagini per accertare le dichiarazioni dell’egiziano e quindi intervenire nei confronti del padrone di casa presunto usuraio. (ANSA).

PER LA CRONACA, il collega intervenuto in via Vitruvio è Marco Ruggiero, da anni addetto alla nera. Ci sembra giusto esprimergli il nostro grazie per quello che ha fatto.